Più Limbiate meno cemento

23 Mag 2019

15.000 volantini per Limbiate

 

 

15.000 VOLANTINI per Limbiate

Quindicimila volantini verranno distribuiti per le case di Limbiate.

Racconteranno dell’ impegno di un gruppo di cittadini,  del Piano urbanistico di via Monte Sabotino, vicenda giudiziaria durata più di 12 anni, progetto bocciato in 2 gradi di giudizio, dal TAR e dal Consiglio di Stato e oggi definitivamente annullato.

 “L’impegno civico paga”

è l’idea che un gruppo di cittadini, diversi per ispirazione culturale e politica, vuole trasmettere.

Contro chi pensa che non serve impegnarsi perché tanto

“tutto è inutile e non serve a nulla”,

noi proponiamo il principio della responsabilità di ogni singolo cittadino  e del necessario controllo nei confronti  di chi amministra la nostra città.

La delega che viene espressa ai rappresentanti politici attraverso il voto, non può essere incondizionata, ma deve  essere sottoposta a continua verifica.

Quanti sono pronti ad esercitare questo diritto?

il Comitato è stato definito più volte “Il male di Limbiate”. La verità è che si è sempre battuto per il rispetto delle regole, per la difesa dell’ambiente e per la buona amministrazione, non rinunciando mai alla capacità di pensare e agire.

E’ vero: in 10 anni di vita, il Comitato ha rappresentato una spina nel fianco per le amministrazioni, senza distinzione di sorta.

5 ottobre 2017

IL NUOVO PIANO DEL TERRITORIO

Filed under: Ambiente, Gestione risorse, Limbiate, Medolago, Parco Groane, PGT — Tag:, , , , , — piulimbiatemenocemento @ 7:05 PM

 

 

IL NUOVO PIANO DEL TERRITORIO: 

LA LIMBIATE DI DOMANI E……QUELLA CHE NOI VORREMMO

ll Comune con l’avviso di presentazione delle istanze ha dato avvio alla procedura di variante del Piano di Governo del Territorio (PGT).

Da 5 anni il Comune tenta di darsi una pianificazione territoriale.

Il PGT e la Variante di De Luca-Ferrante ci sono costati 400.000 euro.

Ora anche l’assessore Mestrone, ritornato al comando delle politiche urbanistiche dopo cinque anni all’asciutto, vuole lasciare la sua impronta con un’altra variante che l’ineffabile assessore ci assicura costerà solo 60.000 euro.

Grazie assessore, le facciamo però notare che i costi della sua variante si assommano ai precedenti.

Non c’è nessun Comune della dimensione di Limbiate che abbia speso tali cifre per la redazione di un PGT.

In molti comuni gli atti di pianificazione urbanistica sono effettuati dalla struttura tecnica comunale con un organico meno pletorico di quello di Limbiate.

Ma se esiste un ufficio tecnico, perché bisogna puntualmente ricorrere a collaborazioni esterne e pagarle profumatamente?

Il Comitato, sapendo cosa frulla nella testa dell’assessore, ha ritenuto di doversi impegnare, ancora una volta, per impedire ulteriore consumo di suolo.

Le proposte presentate dal Comitato alla variante del PGT infatti sono coerenti con l’idea di una pianificazione per uno sviluppo equilibrato per garantire la qualità del territorio, dell’ambiente e dei servizi.

Sono 20 le istanze presentate nello scorso mese di luglio e saranno pubblicate a gruppi omogenei per argomento in tre momenti distinti.

Il primo gruppo riguarderà:

  • la villa Medolago
  • la situazione del traffico nel Centro storico e la necessità della sua riqualificazione.
  • In questo primo gruppo di istanze, inoltre, sarà presentata quella riguardante l’ex Ospedale Antonini.

Con le istanze riguardanti la Villa Medolago

si ribadisce la necessità di acquisirla al patrimonio pubblico per realizzare un grande parco cittadino, comprendente il parco di villa Bosisio, villa Mella, villa Medolago, collegato al Parco delle Groane.

 

L’istanza che propone una zona a traffico limitato nel centro storico

risponde alle esigenze di salute pubblica, messa a rischio dall’intensità del traffico che in alcune ore della giornata rende l’aria irrespirabile.

Quella del traffico è sicuramente la principale tra le cause del degrado della zona.

Con le stesse istanze si propone l’aumento dei controlli del livello di inquinamento dell’aria, potenziando le stazioni di controllo.

Da decine di anni si propongono piani di riqualificazione del Centro storico senza mai registrare alcun risultato.

Ancora una volta con il PGT si è puntato sugli incentivi volumetrici, che però non innescano processi di riqualificazione che si possono perseguire solo puntando alla qualità dello spazio e dell’ambiente.

La proposta presentata dal Comitato chiede che siano rimossi i veri ostacoli che impediscono la riqualificazione di questa parte importante della città:

  • il traffico veicolare, particolarmente intenso in alcune ore della giornata,
  • le prescrizioni rigide riguardanti i cosiddetti allineamenti fronte strada degli edifici presenti
  • i “comparti” che devono essere eliminati salvo l’obbligo, in caso di intervento, di presentare piani di recupero all’amministrazione.

 

L’area dell’ex Ospedale Antonini e dell’Istituto Corberi

è, assieme al Parco delle Groane, il maggior patrimonio di Limbiate (800.000 mq), che deve essere preservato integro per il suo valore ambientale, paesistico e storico.

Per meglio garantire questo patrimonio riteniamo importante che l’area debba essere inclusa nel Parco delle Groane. Perciò chiediamo che la deliberazione dell’ampliamento del Parco delle Groane sia rinnovata.

Le istanze che abbiamo presentato (cliccare sull’immagine per aprire il PDF):

 

Istanza ZTL

Istanza stazioni mobili di rilevamento

Istanza stazioni di rilevamento

Istanza per la riqualificazione dell’Antonini

Istanza per il passaggio pedonale nel parco di Villa Medolago

Istanza per la partecipazione all’asta per Villa Medolago

Istanza NAF

 

30 settembre 2017

Villa Medolago deve diventare un patrimonio comune!

Filed under: Ambiente, Cairoli, Gestione risorse, Limbiate, Medolago, Parco Groane, patrimonio — Tag:, , , , — piulimbiatemenocemento @ 6:00 PM

 

IL NOSTRO CHIODO FISSO:

Villa Medolago deve diventare un patrimonio comune!

Brutto segno se sindaco si mette ad insultare.

Si sapeva da quasi due anni della confisca della Villa Medolago.

C’era tutto il tempo per prepararsi, cercare risorse, collaborazioni e contributi che, però, possono concretizzarsi solo sulla base di progetti seri.

Ma il sindaco Romeo non ne ha.

Per la ristrutturazione della villa il sindaco in modo sconsiderato parla di decine di milioni.

Secondo le nostre stime, invece, può aggirarsi al massimo intorno a 2.500.000 euro (1250 euro mq), una cifra sopportabile con un piano pluriennale d’investimento.

Per il recupero della villa c’ è tempo 

la vera priorità è il Parco,

che potremmo utilizzare sin dal giorno dopo l’ acquisizione

Come fruibili sarebbero 14 appartamenti, facenti parte del bando, che andrebbero ad incrementare il patrimonio pubblico di abitazioni per famiglie disagiate.

Certo, non è da tutti, ci vuole coraggio e determinazione.

  • Ci fu coraggio quando il Comune di Cesano Maderno decise la ristrutturazione del grande Palazzo Borromeo, completata in 25 anni.
  • Ci fu coraggio quando si decise di acquisire la villa Mella pur sapendo che la sua ristrutturazione sarebbe durata parecchi anni.

Da tempo manca una visione forte dello sviluppo della città!

Noi vogliamo creare un Grande Parco comprendente quello di Villa Bosisio, Villa Mella e Villa Medolago, sino al Parco delle Groane in via Cairoli.

Il parco della villa Medolago è il cuore di questo progetto.

Si tratterebbe di acquisire un Parco straordinario con importanti ville storiche e con un patrimonio di verde difficilmente riscontrabile altrove.

L’acquisizione della villa da parte del Comune farebbe cessare i tentativi di speculazione edilizia, tutt’ora in atto. Il recente incendio qualche dubbio a tal proposito lo ha lasciato.

Bisogna salvare un patrimonio ambientale e paesaggistico che, se distrutto, non ritornerà più, mai più.

La realizzazione del Grande Parco nella nostra visione sarà un valore aggiunto per la nostra comunità.

Chi pensa alla Limbiate del futuro ha il dovere di preservare ciò che di bello già c’è.

Pertanto, vi rivolgiamo un invito, iniziate a pensare seriamente al Parco e alla Villa Medolago.

14 settembre 2017

Villa Medolago all’asta: assente il Comune

Villa Medolago all’asta: assente il Comune

Il Tribunale di Milano il 28 giugno scorso ha fissato la vendita all’asta del complesso immobiliare “Villa Medolago”, comprendente la villa, il parco e diverse altre unità immobiliari. (Pubblichiamo in allegato l’avviso del Tribunale).

Il “primo esperimento”, la prima asta, è fissata per il giorno 20 settembre ’17.

La base d’ asta, che non prevede il ribasso, è di euro 3.000.000. Nei tre mesi successivi sono già fissate le date per le altre aste che si renderanno eventualmente necessarie per mancanza di compratori. La quarta ed ultima è fissata per il giorno 13 dicembre, il prezzo sarà di non meno di euro 1.536.000.

Il Comune arriva a questo importante appuntamento molto male e senza un progetto.

Si sapeva da almeno 15 mesi che la villa era stata confiscata.

Alla notizia della messa all’asta la giunta comunale ha assunto una deliberazione (pubblichiamo in allegato) che è solo fumo negli occhi.

Si riconosce il valore storico e paesaggistico della villa e del parco annesso, ma accampa difficoltà di bilancio per non partecipare all’asta.

Perciò si rivolge ad altri soggetti pubblici, Enti e Fondazioni perché collaborino per rendere fruibili al pubblico tali beni.

Quando sentiamo di difficoltà economiche del comune, ci viene da ridere.

Ricordiamo, infatti, che esso ha crediti per 14 milioni, maturati negli ultimi dieci anni.

La capacità di recupero di tali crediti permetterebbe molti più investimenti di quelli previsti e, inoltre, permetterebbe una spesa, relativamente modesta, per l’acquisto della Villa Medolago e del parco annesso, contando sul fatto che almeno le prime tre udienze andranno deserte.

Inoltre in bilancio sono previste entrate dalla vendita di terreni comunali che permetteranno di incassare diversi milioni di euro. Potremmo indicare molte altre risorse utilizzabili dal Comune.

La deliberazione di giunta comunale, sopra citata, ammette l’importanza della Villa Medolago e del Parco, ma dichiara di non avere risorse e che pertanto è necessario trovare enti interessati al complesso immobiliare.

Ma quali azioni sono state fin qui intraprese, in particolare in Regione dove il sindaco Romeo dovrebbe, si dice, avere una certa influenza?

A noi sembra che si facciano troppe chiacchiere buone per i grulli.

  • Il Parco con i suoi circa 40 mila mq porterebbe a un raddoppio del patrimonio verde, realizzando il congiungimento tra il Parco Bosisio, Villa Mella e il Parco delle Groane, come mostra bene la foto che pubblichiamo.
  • Si arricchirebbe di 2000 mq lo spazio, attualmente molto carente, da destinare a servizi culturali.

Quello che suggeriamo è una politica, che pur facendosi carico delle immediate necessità, rivolga lo sguardo al futuro anche preservando ciò che è bello perché in esso sono scritti i principi di una prospettiva ampia e duratura.

Il complesso messo in vendita comprende anche altre unità immobiliari oltre la Villa, dalle quali sarebbe possibile ricavare circa 12-13 appartamenti che potrebbero aggiungersi a quelli dell’edilizia popolare (così carente a Limbiate) per le famiglie disagiate.

Quindi, l’acquisizione della Villa Medolago sarebbe vantaggiosa per il Comune non solo per il verde e il paesaggio, ma anche per le politiche sociali.

E’ urgente ormai pensare su che cosa rende così attrattivi i Comuni vicini a noi: la ricchezza dei parchi, delle ville, la qualità dell’ambiente e degli spazi pubblici oltre ai buoni servizi.

Certo al costo di acquisto si dovranno aggiungere quelli della ristrutturazione.

Ma anche qui dobbiamo prendere esempio dagli altri: venti, trenta anni sono occorsi per ristrutturare complessi edilizi storici. Il tempo deve essere messo nel conto di una politica che non guarda al consenso immediato, ma allo sviluppo.

Però il Parco, adeguatamente isolato per sicurezza dalla villa, sarà immediatamente fruibile.

Atto di indirizzo del Comune (clicca per il PDF completo)

 

Avviso d’asta del Tribunale (clicca per il PDF completo)

25 gennaio 2017

PGT : figlio di nessuno

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PGT : figlio di nessuno

Il 18 dicembre, dopo 7/8 anni di gestazione e un costo di 400.000 euro, è stato approvato il Piano di Governo del Territorio.

Nessuno,però, vuole assumerne la paternità.

L’assessore Mestrone l’avrebbe votato solo per “responsabilità istituzionale”.

Si dice  sempre così quando si vuole coprire qualcosa.

L’ex sindaco De Luca invece  ha detto che il Piano l’ha fatto lui, ma  non lo voleva così.

De Luca non si smentisce mai.

Mestrone nella stessa seduta di Consiglio ha annunciato che  il primo giorno della prossima primavera darà il via a un nuovo Piano di Governo del Territorio.

Altro mucchio di soldi che saranno sprecati!

Se proprio vogliono trastullarsi con un altro esercizio di pianificazione territoriale  perché il PGT non lo fanno elaborare dagli uffici comunali?

Di architetti il Comune ne dispone fin troppi.

Mestrone ha  cancellato la decisione del precedente Consiglio di allargare i confini del Parco Groane che sarebbero arrivati a comprendere l’area dell’ex Ospedale Antonini e i parchi delle ville Mella e Medolago.

Non ha dato alcuna spiegazione. E’ così e basta.

Sentire l’assessore Mestrone in Consiglio sarebbe uno spasso, se non fosse che sono in gioco interessi cospicui della comunità.

I suoi toni sono di rivincita e novello Brenno tuona “vae victis”.

L’area dell’ex Ospedale Antonini sarà libera dei vincoli del Parco, pronta per molte operazioni.

Era chiaro il motivo di sottoporre l’area Antonini ai vincoli del Parco: era importante introdurre un altro soggetto la cui preoccupazione in ordine all’area stessa fosse solo di carattere paesaggistico e ambientale, non condizionato da alcun interesse economico.

Ora solo il Comune, la Provincia e l’ Azienda Salvini potranno decidere il destino dell’area e sono enti  tutti fortemente interessati a ricavarne risorse finanziarie.

A proposito della Provincia  ricordiamo il “Progetto marketing immobiliare” promosso dalla stessa Provincia, proprietaria di gran parte dell’area, e pubblicato nel Luglio del 2012 che era un chiaro invito agli immobiliaristi a darsi da fare.

Nel mirino ci sono anche le aree agricole strategiche decise  per cercare di limitare il consumo di suolo nella provincia che risulta la più urbanizzata d’Italia.

Il piano dell’area adiacente alla Cava Ferrari sarà sminuzzato in tanti pezzetti, diventando area di pura espansione.

L’assessore ai servizi sociali dice che ha bisogno di 250 alloggi, tanto è il fabbisogno di alloggi per sfrattati e bisognosi, ma l’assessore Mestrone ridurrà  il peso delle politiche di “housing sociale” previste nel Pgt, dando rassicurazioni benissimo accolte dagli immobiliaristi.

E il povero Zamin farà la fine della Franca Basso, riducendosi a elemosinare qualche alloggio ai proprietari di casa.

Saranno forse un migliaio le case invendute o non affittate a Limbiate.

In questo dato si tocca tutto il fallimento delle politiche urbanistiche del Comune, ma soprattutto  l’alto grado di ingiustizia esistente.

15 dicembre 2016

Giù le mani dal Parco Groane!!!

Filed under: Ambiente, Informazione, Parco Groane, PGT, PTCP — Tag:, , , , — piulimbiatemenocemento @ 2:15 PM

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cattura

Roba da non credere

Romeo e Mestrone vogliono azzerare la deliberazione adottata dal Consiglio Comunale nel febbraio 2014 con la quale si intendeva allargare il Parco delle Groane, inserendo, fra l’altro, all’interno dei suoi confini l’area dell’ex Ospedale Antonini di Mombello.

Non tutte le deliberazioni hanno lo stesso peso.

Ci va bene che sia revocata la decisione della “griglia autopulente”, genialata dell’ex assessore Archetti, da costruire in via Casati, un vero e proprio spreco di risorse, perché inutile.

Revocare invece la deliberazione sull’allargamento del Parco esprime tutta la protervia di una amministrazione che punta ad un “regolamento di conti”.

Perché revocare quando tutto l’iter  presso il Parco e la Regione è ormai avviato?

Pensavamo che l’idea del Parco delle Groane fosse ormai consolidata nella cultura politica, almeno quanto lo è nella mente della maggioranza dei cittadini.

Niente di più sbagliato.

Con Romeo sono riemersi tutti coloro che sentono il Parco come un peso e non invece come un grande patrimonio dei cittadini.

L’allargamento dei confini ha avuto origine prima di tutto dalla necessità di difendere l’area dell’Antonini applicando ad essa il sistema dei vincoli di tutela del Parco.

Vuoi vedere che l’obiettivo della revoca della delibera è proprio questo:   avere mano libera sulle aree dell’Antonini?

Romeo invece di trotterellare in giro si fermi, prenda fiato e cominci a  fissare l’attenzione e a studiare le cose importanti.

Dopo sei mesi dalla sua elezione è chiedere troppo?

giulemani

14 aprile 2016

Ferrante, stai alla larga dal Parco delle Groane!

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Secondo Ferrante Limbiate ha standard urbanistici troppo elevati.

E così, da quando è arrivato a Limbiate, ha intrapreso una   personale crociata contro tutte quelle aree sopra le quali non è steso un mantello di mattoni e cemento.

Dovrebbe essere chiaro ormai che è urgente ristabilire l’aurea regola di escludere dagli incarichi di assessore all’urbanistica gli architetti professionisti.

D’altronde il loro apporto culturale non è sempre di rilievo.

Nel settembre dello scorso anno con una dichiarazione alla stampa locale Ferrante fece riferimento al piano riguardante l’area della ex Fornace Aliberti.

La notizia attirò la nostra attenzione e cercammo di saperne di più.

Scoprimmo che l’area interessata dal piano è all’interno dei confini del Parco delle Groane.

E’ di proprietà di una società di Brescia che nel 2003 incaricò un professionista di quella città di redigere un progetto che però non trovò favorevoli né il Parco né i comuni di Limbiate, Cesano e Bovisio sui territori dei quali insiste l’area dell’ex Fornace.

La società nel 2004, dopo il tentativo andato a vuoto, decise di affidare il progetto ad un professionista della zona, individuato   nell’architetto Ferrante, che fino a qualche anno prima era stato vicepresidente del Parco.

Il progetto in sintesi prevede la costruzione di 41 villette e due palazzine per un totale di 40 mila mc.

Negli anni che seguirono furono tentate due riunioni congiunte di Parco e comuni che però non portarono a nessuna conclusione positiva.

Tra il 2012 e il 2013 l’incarico di redazione del piano passò all’architetto Andrea Savio di Milano con il quale Ferrante aveva collaborato in passato per la progettazione, fra l’altro, del colossale piano urbanistico della ex LARES di Paderno Dugnano (90.000 mc.).

Nel 2014 l’architetto Savio presentò un progetto di ristrutturazione sull’area dell’ex Fornace che ottenne nel giugno 2015 dal Parco una risposta contenente l’invito a rivedere il piano affinché esso avesse natura turistica e ricreativa, secondo le regole del Parco.

La nota del Parco, inoltre, molto esplicitamente imponeva che le nuove unità abitative non avessero un uso quale prima casa.

Un mese dopo l’architetto Savio con una lunga relazione illustrativa sostenne di aver ottemperato “sostanzialmente” a quanto richiesto dal Parco.

Non sappiamo dare significato all’espressione “sostanzialmente” e neppure sappiamo quando terminerà la lunga cova del piano che ha impegnato tre architetti.

Sentiamo nell’aria la puzza di un nuovo scempio che comprometterà un altro pezzo di Parco, facendo scomparire la memoria di una importante attività caratteristica delle Groane.

E’ sconfortante assistere a tutto questo.

E i consiglieri comunali che hanno la responsabilità di controllare?

Ad essi, che si avviano a concludere malinconicamente il loro mandato elettorale, dedichiamo queste rime famose:

“Non veder, non sentir m’è gran ventura,

Però non mi destar; deh, parla basso!”

Clicca sull'immagine per la planimetria più dettagliata

Clicca sull’immagine per la planimetria più dettagliata

 

Mario4

27 giugno 2014

Sembrava un pesce d’aprile…

Filed under: Ambiente, Informazione, Parco Groane, PGT, PII, San Giovanni di Dio — Tag:, , , , — piulimbiatemenocemento @ 6:00 PM

Questa è la zona di Mombello, racchiusa tra Via San Giovanni di Dio, Via Monte Nero, Via Napoleone Bonaparte e Via Margherita Pusterla

 

Zona

Questa è l’immagine aerea del “prima”…

 

Ieri

 

E questa, è l’immagine aerea del “dopo”…

 

Oggi

 

19 giugno 2014

Una spianata al posto di un bosco??? Come è possibile???

Filed under: Ambiente, Consiglio Comunale, Gestione risorse, Informazione, Parco Groane, patrimonio, PGT — Tag:, , , — piulimbiatemenocemento @ 6:00 PM

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Dove c’era il bosco di via San Giovanni di Dio, ora c’è una spianata.

Noi ci chiediamo: com’è potuto accadere?

 

Il Consiglio comunale in una recente seduta ha deliberato la richiesta di inserimento nel Parco delle Groane di numerose aree del territorio comunale, fra cui quella dell’ex Ospedale Antonini con l’intento encomiabile di dare ad esse maggiore protezione.

Quasi contemporaneamente su un’area ricompresa tra Via S.Giovanni di Dio, Via Pusterla e Via Bonaparte spariva un bosco.

Era successo che la Provincia di MB, settore Ambiente e Risorse Naturali, aveva accolto la richiesta di “taglio selvicolturale” in deroga alle Norme Forestali Regionali sul bosco catastalmente definito al fine della messa in sicurezza dell’area.

Con lo stesso documento di autorizzazione del taglio si prescriveva la rinnovazione artificiale posticipata con l’inserimento di:

  1. piantine forestali di altezza non inferiore ai 150 cm
  2. con densità di almeno 1300 piante/ettaro (in conformità con il disposto dell’art. 49 delle Norme Forestali Regionali),

imponendo al richiedente l’autorizzazione di trasmettere, prima dell’inizio dei lavori di impianto, l’elenco delle specie che intendeva impiegare e il loro numero per l’approvazione.

 La piantumazione avrebbe dovuto avvenire entro 15 giorni dalla conclusione dei lavori di taglio.

La Provincia, inoltre, prescriveva che il professionista progettista avrebbe dovuto redigere una dichiarazione di regolare esecuzione dei lavori previsti nel progetto.

Il documento della Provincia non autorizzava la rimozione delle ceppaie presenti in bosco.

Infine lo stesso documento, rilevando dalla relazione tecnica, la possibile presenza di strutture edili rimovibili e non all’interno dell’area boscata, imponeva di procedere alla immediata rimozione di ogni struttura, richiamando l’art.43, L.R. 31/8.

Chiediamo

  1.  se la proprietà ha proceduto alla rinnovazione con la messa a dimora di nuove piante in ottemperanza a quanto previsto dalle prescrizioni della Provincia
  2. se è stata redatta la dichiarazione di regolare esecuzione dei lavori
  3. se le ceppaie sono state rimosse
  4. se sono state rimosse le strutture edili che sembrava fossero presenti nell’area boscata.

Ci piacerebbe anche sapere che destinazione sarà data con il PGT a quest’area che catastalmente è definita bosco.

Suggeriamo ai consiglieri di verificare le immagini satellitari e confrontarle con la situazione attuale dei luoghi.

Si accorgeranno che molte aree di quella zona sono state pelate.

BoscoMombello

12 Mag 2014

Ancora sull’assessore Ferrante

Filed under: Ambiente, Cairoli, Informazione, Parco Groane, patrimonio — Tag:, , , , , , — piulimbiatemenocemento @ 10:30 AM

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La smetta, assessore Ferrante, l’area di Via Cairoli non è mai stata edificabile!

La Regione respingendo la variante che prevedeva edificabilità sull’area stessa, ha semplicemente ribadito l’originaria destinazione.

Può anche darsi che la proprietà l’abbia acquistata confidando nella sua trasformazione in edificabile, ma aver fiducia che si avveri qualcosa non costituisce certamente un diritto da far valere nei confronti dell’amministrazione pubblica.

Ci conforta apprendere che non tutti nella maggioranza sono d’accordo sul progetto, manifestando apertamente contrarietà.

La partita però è tutta ancora da giocare anche perché il sindaco non si è ancora espresso.

A proposito del sindaco, sarebbe interessante conoscere i termini dell’accordo, mai pubblicamente precisato, che un anno fa convinse la proprietà dell’area a riaprire il parcheggio.

Sono stati presi impegni, quali?

Conosciamo, assessore, la sua abilità di mediatore: sgonfia un po’ qui, lima un po’ là, sposta su, sposta giù e la frittata è scodellata, pronta da far inghiottire ai consiglieri.

Il tutto condito con retorica e molta faccia tosta.

Perchè ci vuole una bella faccia tosta sostenere che il Parco si difende tagliandone un pezzo di 50 mila metri quadrati: altro che fuorviare, questo è traviare.

Del resto è degna del peggior sofista la tesi che “è meglio che facciamo noi certe cose, perché se arrivano gli altri faranno di peggio”.

Chissà perché siamo sempre costretti a scegliere tra il “meno peggio” e il “peggio”, mai il “meglio”.

Il problema, però, è culturale.

Da sempre si valuta un’area solo economicamente per il suo potenziale edificatorio.

Finché gli amministratori non riusciranno a misurarne il valore in termini di naturalità, per il suo valore ambientale, sociale e paesaggistico, tutto tenderà a rovinare.

1 Via Cairoli visone aerea

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