Più Limbiate meno cemento

23 Mag 2019

15.000 volantini per Limbiate

 

 

15.000 VOLANTINI per Limbiate

Quindicimila volantini verranno distribuiti per le case di Limbiate.

Racconteranno dell’ impegno di un gruppo di cittadini,  del Piano urbanistico di via Monte Sabotino, vicenda giudiziaria durata più di 12 anni, progetto bocciato in 2 gradi di giudizio, dal TAR e dal Consiglio di Stato e oggi definitivamente annullato.

 “L’impegno civico paga”

è l’idea che un gruppo di cittadini, diversi per ispirazione culturale e politica, vuole trasmettere.

Contro chi pensa che non serve impegnarsi perché tanto

“tutto è inutile e non serve a nulla”,

noi proponiamo il principio della responsabilità di ogni singolo cittadino  e del necessario controllo nei confronti  di chi amministra la nostra città.

La delega che viene espressa ai rappresentanti politici attraverso il voto, non può essere incondizionata, ma deve  essere sottoposta a continua verifica.

Quanti sono pronti ad esercitare questo diritto?

il Comitato è stato definito più volte “Il male di Limbiate”. La verità è che si è sempre battuto per il rispetto delle regole, per la difesa dell’ambiente e per la buona amministrazione, non rinunciando mai alla capacità di pensare e agire.

E’ vero: in 10 anni di vita, il Comitato ha rappresentato una spina nel fianco per le amministrazioni, senza distinzione di sorta.

7 novembre 2017

Recuperiamo i seminterrati

Filed under: Consiglio Comunale, PGT, PTCP — Tag:, , , , — piulimbiatemenocemento @ 12:00 PM

Recuperiamo i seminterrati

 

ll Consiglio comunale ha recepito senza porre alcuna limitazione, le disposizioni della legge regionale riguardante il recupero dei seminterrati a uso commerciale, terziario e abitativo.

Pubblichiamo a parte la deliberazione consigliare.

Queste norme mettono in gioco molteplici aspetti, da quelli igienico-sanitari a quelli economico-produttivi, fino a toccare quelli sociali.

Ciò che più colpisce di queste norme è la possibilità che esse danno di recuperare a fini abitativi i seminterrati purché con altezza non inferiore a 2,40 mt.

Solo un consigliere ha contrastato questa possibilità, chiedendo di fissare a 2,70 mt l’altezza minima dei seminterrati a fini abitativi per rispettare le più elementari esigenze igienico sanitarie, riportate in tutti i regolamenti.

L’assessore Mestrone gli è saltato addosso, dicendogli che per legge non era possibile.

Nessuna discussione perciò era ammissibile.

L’ineffabile assessore può spiegare perché Milano può fissare quel limite e Limbiate no?

Le norme igienico sanitarie, frutto di un processo durato decenni a partire soprattutto dalla fine dell’800, costituiscono il presidio più importante della salute pubblica che non sopporta alcuna subordinazione ad altre esigenze, sia pur importanti.

Questa legge regionale è   la cifra di una rilevante regressione culturale che si spiega con la volontà di congegnare un bonus elettorale che interesserà almeno 40.000 situazioni, (stime ANCE-Associazione imprese edili), creando forti vantaggi dovuti agli incrementi dei valori immobiliari.

La legge regionale, con ottuse applicazioni, mette in gioco anche rilevanti aspetti sociali.

Essa infatti tende a formare un mercato immobiliare secondario, di bassa qualità, parallelo a quello normale, che sarà destinato inevitabilmente a fasce disagiate della popolazione, in particolare agli immigrati.

Forse anche su questi effetti bisognerebbe riflettere.

Per scaricare il PDF clicca sull’immagine

16 ottobre 2017

PER TUTTI QUELLI CHE….

Filed under: Ambiente, Elezioni 2016, Limbiate, PGT, PII, PTCP — Tag:, , , , , , — piulimbiatemenocemento @ 11:18 PM

PER TUTTI QUELLI CHE….

PENSAVANO CHE IL BUCO COL GUSTO INTORNO FOSSE SOLO LEI

 

Cava Ferrari: a VOI il gusto a NOI il buco e se facessimo il contrario?

De Luca è stato archiviato e ora siede tra i banchi del Consiglio, non si capisce se confuso o annoiato.

Il suo assessore all’urbanistica, Ferrante, quello che voleva fare il Central Park nell’area della Cava Ferrari, con annesso laghetto e papere, invece non lo vedremo più.

Ma i disastri che hanno causato sono rimasti tutti.

Tra le cose più nefande che i due ci hanno lasciato, c’è la previsione di pianificazione dell’area della Cava Ferrari e delle aree ad essa contigue.

Solo uno stolto può pensare che il piano riguardante l’Ambito strategico di riqualificazione Cava Ferrari (ASR ) costituisca un buon affare per il Comune.

Il Comune invece di obbligare al risanamento la società Ferrari, concede un eccezionale incremento di valore delle area in questione e di quelle contigue appartenenti ad altri soggetti.

Non sono bastati 50 anni di escavazione e di relativi profitti.

Oggi che la cava costituisce un problema per i costi di bonifica e perché l’ area è devastata dal punto di vista ambientale, il buco è nostro.

E’ pazzesco!

Ma cerchiamo di capire che cosa oggi rappresenta nei numeri per la società Ferrari e per i contigui il piano dal punto di vista economico:

  • 120.000 mc di edificazione che corrispondono a circa 450 appartamenti
  • Un utile di 18 MILIONI di euro per un operazione che ne muoverà 70 di milioni

e per il Comune?

Il Comune otterrà in cambio

solo un grande buco

un buco che dovrà, per giunta, essere risanato a nostre spese.

Non si tratta di una colossale fregatura?!

Per questo proponiamo che la pianificazione di tutta questa area sia radicalmente cambiata.

Pubblichiamo l’istanza che abbiamo presentata in Comune alla fine del mese di luglio con la quale chiediamo che:

  1. l’intera area della cava sia risanata a spese della proprietà, condizione inderogabile prima di ogni operazione urbanistica
  2. di acquisire l’area soggetta a vincolo agricolo strategico dal Piano di coordinamento provinciale (PTCP) per realizzare il Bosco in città
  3. di dare all’area dell’ambito la destinazione di “area di rispetto urbano (ANT3)”

11 ottobre 2017

IL NUOVO PIANO DEL TERRITORIO (Parte seconda)

 

IL NUOVO PIANO DEL TERRITORIO:

LA LIMBIATE DI DOMANI E……QUELLA CHE NOI VORREMMO

Non abbiamo mai creduto che lo sviluppo della città fosse legato alla crescita continua dell’edificazione.

A tale leggenda abbiamo sempre contrapposto l’idea di uno sviluppo equilibrato, rispettoso dell’ambiente e che tenda al risparmio del suolo, ovvero al “ consumo di suolo zero”.

Le nostre proposte alla variante del PGT sono coerenti con questa idea.

Con un gruppo di proposte che pubblichiamo chiediamo:

  1. di non concedere nuove volumetrie edificatorie nella zona collinare ad ovest del torrente Garbogera
  2. di impedire la realizzazione di nuovi grandi centri commerciali

 

 

  1. di eliminare dalle previsioni di piano la cosiddetta “Porta Nord”

che andrebbe ad intaccare l’integrità del Parco Groane senza alcun vantaggio per il      Comune.

  1. Due altre istanze indicano la necessità di realizzare tangenziali per creare alternative al traffico veicolare di attraversamento del centro, sempre più intenso.

 

  1. Con una istanza specifica chiediamo che le aree dell’ex Ospedale Antonini e dell’Istituto Corberi, siano massimamente tutelate per il loro valore ambientale, paesistico e storico.

Per meglio tutelare questo patrimonio riteniamo importante che l’area dell’ex Ospedale sia inclusa nel Parco delle Groane.

  1. Con una istanza chiediamo di rinnovare la deliberazione consiliare che prevedeva l‘ampliamento dei confini del Parco delle Groane, ricomprendendo l’area dell’ex Ospedale Antonini, di Villa Medolago e di Villa Mella oltre ad alcune aree agricole di frangia nella parte Ovest di Limbiate sulla collina del Ceresolo che non sopporta più ulteriore urbanizzazione. 

 

 

Eppure il tema della qualità degli spazi pubblici potrebbe costituire un elemento straordinario di riqualificazione.

Certo sarebbe necessario un apparato tecnico di qualità, fiero della propria reputazione, capace di affermare l’indirizzo estetico dell’amministrazione.

Purtroppo non sempre negli apparati comunali ricorrono tali requisiti.

7. Proprio per questo abbiamo presentato la proposta di istituire la commissione paesaggio e riqualificazione degli spazi pubblici, composta da persone autorevoli di provenienze culturali e professionali diverse che avrà il compito di redigere il piano del colore e che lo stesso diventi piano della qualità degli spazi pubblici, per l’estetica e la difesa del paesaggio.

 

Cliccate sulle immagini per ottenere i PDF

 

Tangenziale di collegamento tra Via XX Settembre e Corso Europa

Sistema tangenziali ovest

Riqualificazione ex Ospedale Antonini

 

 

 

Regolamentazione commissione paesaggio

 

Non concedere incrementi di volumetrie edificatorie a ovest del Torrente Garbogera

 

no a nuovi centri commerciali

ampliamento confini Parco Groane

Non accoglimento progetto riguardante la “Porta nord” presentato in Comune

 

25 gennaio 2017

PGT : figlio di nessuno

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PGT : figlio di nessuno

Il 18 dicembre, dopo 7/8 anni di gestazione e un costo di 400.000 euro, è stato approvato il Piano di Governo del Territorio.

Nessuno,però, vuole assumerne la paternità.

L’assessore Mestrone l’avrebbe votato solo per “responsabilità istituzionale”.

Si dice  sempre così quando si vuole coprire qualcosa.

L’ex sindaco De Luca invece  ha detto che il Piano l’ha fatto lui, ma  non lo voleva così.

De Luca non si smentisce mai.

Mestrone nella stessa seduta di Consiglio ha annunciato che  il primo giorno della prossima primavera darà il via a un nuovo Piano di Governo del Territorio.

Altro mucchio di soldi che saranno sprecati!

Se proprio vogliono trastullarsi con un altro esercizio di pianificazione territoriale  perché il PGT non lo fanno elaborare dagli uffici comunali?

Di architetti il Comune ne dispone fin troppi.

Mestrone ha  cancellato la decisione del precedente Consiglio di allargare i confini del Parco Groane che sarebbero arrivati a comprendere l’area dell’ex Ospedale Antonini e i parchi delle ville Mella e Medolago.

Non ha dato alcuna spiegazione. E’ così e basta.

Sentire l’assessore Mestrone in Consiglio sarebbe uno spasso, se non fosse che sono in gioco interessi cospicui della comunità.

I suoi toni sono di rivincita e novello Brenno tuona “vae victis”.

L’area dell’ex Ospedale Antonini sarà libera dei vincoli del Parco, pronta per molte operazioni.

Era chiaro il motivo di sottoporre l’area Antonini ai vincoli del Parco: era importante introdurre un altro soggetto la cui preoccupazione in ordine all’area stessa fosse solo di carattere paesaggistico e ambientale, non condizionato da alcun interesse economico.

Ora solo il Comune, la Provincia e l’ Azienda Salvini potranno decidere il destino dell’area e sono enti  tutti fortemente interessati a ricavarne risorse finanziarie.

A proposito della Provincia  ricordiamo il “Progetto marketing immobiliare” promosso dalla stessa Provincia, proprietaria di gran parte dell’area, e pubblicato nel Luglio del 2012 che era un chiaro invito agli immobiliaristi a darsi da fare.

Nel mirino ci sono anche le aree agricole strategiche decise  per cercare di limitare il consumo di suolo nella provincia che risulta la più urbanizzata d’Italia.

Il piano dell’area adiacente alla Cava Ferrari sarà sminuzzato in tanti pezzetti, diventando area di pura espansione.

L’assessore ai servizi sociali dice che ha bisogno di 250 alloggi, tanto è il fabbisogno di alloggi per sfrattati e bisognosi, ma l’assessore Mestrone ridurrà  il peso delle politiche di “housing sociale” previste nel Pgt, dando rassicurazioni benissimo accolte dagli immobiliaristi.

E il povero Zamin farà la fine della Franca Basso, riducendosi a elemosinare qualche alloggio ai proprietari di casa.

Saranno forse un migliaio le case invendute o non affittate a Limbiate.

In questo dato si tocca tutto il fallimento delle politiche urbanistiche del Comune, ma soprattutto  l’alto grado di ingiustizia esistente.

15 dicembre 2016

Giù le mani dal Parco Groane!!!

Filed under: Ambiente, Informazione, Parco Groane, PGT, PTCP — Tag:, , , , — piulimbiatemenocemento @ 2:15 PM

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cattura

Roba da non credere

Romeo e Mestrone vogliono azzerare la deliberazione adottata dal Consiglio Comunale nel febbraio 2014 con la quale si intendeva allargare il Parco delle Groane, inserendo, fra l’altro, all’interno dei suoi confini l’area dell’ex Ospedale Antonini di Mombello.

Non tutte le deliberazioni hanno lo stesso peso.

Ci va bene che sia revocata la decisione della “griglia autopulente”, genialata dell’ex assessore Archetti, da costruire in via Casati, un vero e proprio spreco di risorse, perché inutile.

Revocare invece la deliberazione sull’allargamento del Parco esprime tutta la protervia di una amministrazione che punta ad un “regolamento di conti”.

Perché revocare quando tutto l’iter  presso il Parco e la Regione è ormai avviato?

Pensavamo che l’idea del Parco delle Groane fosse ormai consolidata nella cultura politica, almeno quanto lo è nella mente della maggioranza dei cittadini.

Niente di più sbagliato.

Con Romeo sono riemersi tutti coloro che sentono il Parco come un peso e non invece come un grande patrimonio dei cittadini.

L’allargamento dei confini ha avuto origine prima di tutto dalla necessità di difendere l’area dell’Antonini applicando ad essa il sistema dei vincoli di tutela del Parco.

Vuoi vedere che l’obiettivo della revoca della delibera è proprio questo:   avere mano libera sulle aree dell’Antonini?

Romeo invece di trotterellare in giro si fermi, prenda fiato e cominci a  fissare l’attenzione e a studiare le cose importanti.

Dopo sei mesi dalla sua elezione è chiedere troppo?

giulemani

28 luglio 2016

Comunicato stampa su varianti al PGT

Filed under: Medolago, PGT, PII, PTCP — Tag:, , , , , , , — piulimbiatemenocemento @ 6:30 PM

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PGT

 

Comunicato

De Luca è stato archiviato, il suo assessore Ferrante probabilmente non lo vedremo più, ma i danni che hanno causato sono rimasti tutti.

Il PGT approvato nel mese di ottobre 2014 e la Variante adottata dal Consiglio comunale nello scorso aprile sono pozzi da cui continuano a uscire cose sorprendenti.

Con le “osservazioni” che abbiamo presentato oggi cerchiamo di frenare lo scempio che produce una programmazione del territorio che non punta alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, alla cura dell’ambiente, alla difesa del paesaggio e al decoro.

Per ora ci limitiamo a dare l’elenco delle nostre osservazioni indicandone i temi trattati.

Osservazioni alla Variante Generale del PGT presentate da +Limbiate:

  1. eliminare la possibilità di realizzare strutture sotterranee per 2000 mq nell’area della Villa Medolago”
  1. eliminare la possibilità dei trasferimenti volumetrici
  1. non aggiungere volumetria all’ambito ASR (zona Cava Ferrari) oltre quella già assegnata dal PGT
  1. acquisire gratuitamente al patrimonio pubblico l’area soggetta a vincolo strategico agricolo del PTCP
  1. imporre alla proprietà il risanamento ambientale dell’area e la successiva cessione gratuita al Comune
  1. eliminare la possibilità di realizzare nuove grandi strutture di vendita
  1. migliorare la qualità redazionale della documentazione riguardante il PGT e la sua Variante Generale, correggendo errori e omissioni anche a fronte della ingente spesa sostenuta dal Comune (400.000 euro) e per migliorare la funzionalità dell’utilizzo della documentazione
  1. ridurre l’incremento volumetrico previsto conformandolo alle previsioni di incremento demografico di 2040 nuovi abitanti teorici per il prossimo decennio come riportati nel Documento di Piano.

14 gennaio 2016

Variante del piano di governo del territorio PGT, si ricomincia.

Filed under: Ambiente, Comitato, PGT, PII, politica, PTCP — Tag:, , , , , , , , , — piulimbiatemenocemento @ 12:00 PM

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gru

Variante del piano di governo del territorio PGT, si ricomincia.

Aggiunti altri 150.000mc, ai 300.000mc già approvati, per un totale di 450.000mc.

Lunedì 11 Gennaio ’16, alle ore 10.00 nell’aula del consiglio comunale, davanti a sole 14 persone, tutte rigidamente iscritte al sistema pensionistico, è andata in scena la Conferenza sulla valutazione ambientale strategica (V.A.S.) nell’ambito della procedura di variante del Piano di governo del territorio.

L’assessore Ferrante ha colto questa occasione per illustrare le modifiche che vuole apportare al PGT, essendosi accorto che alcune scelte effettuate con il PGT, approvato da non più di un anno, sono del tutto inefficaci.

Il PGT che è costato 400.000 euro, 9 anni di lavoro (5 con Romeo, 4 con De Luca), dopo solo un anno di vita deve essere modificato perché non va bene.

Pazzesco! Non ci resta che ridere.

“L’avevo detto che non andava bene” tenta di giustificarsi l’assessore Ferrante.

Anche molti altri l’avevano detto, fra questi Noi Logoche presentammo oltre 140 osservazioni.

Ma insomma che vuole fare Ferrante?

  1. Per l’ASR (Cava Ferrari) portare la previsione di nuova edificazione dagli 88.000 mc, concessi un anno fa, a 104.000 mc, ma con possibilità di arrivare a 120.000 mc che era l’obiettivo originario (incremento minimo +16.0000 mc, massimo +32.000mc)
  2. Per il Centro storico, che d’ora in avanti si chiamerà Nucleo di antica formazione, si passerà dagli esistenti 361.000 mc, a 484.000 mc con un incremento di +123.000 mc.
  3. La proposta più divertente (e anche molto spiritosa) è quella che riguarda la Villa Medolago dove quello che Verdiglione con ingenuità voleva costruire fuori terra, si potrà costruire sottoterra. Che cosa e quanto non è stato precisato.
  4. Per l’area di Mombello-Antonini è prevista una “messa punto”. Non è stato spiegato in che cosa consista la messa a punto, ma sicuramente saranno aperte “discussioni” con le proprietà Provincia MB, ASL, Salvini.

L’assessore ha presentato altre cose che però non riportiamo perché erano abbastanza criptate.

L’intenzione è, quindi, di incrementare i 300.000 mc già concessi con il PGT, votato un anno fa, con almeno altri 150.000 mc., per un totale di 450.000mc.

Bingo!

Ma questo era l’obiettivo di Paolillo, l’estensore del PGT nominato da Romeo.

C’è qualcosa di disperante in tutto questo anche perché ormai è stata abbattuta ogni barriera difensiva.

E, allora, giù mattoni, giù cemento quasi si trattasse dello zucchero di Mary Poppins per mandar giù la pillola.

Ferrante, come architetto della vecchia scuola, così si è definito, ha una sua filosofia in testa che esprime così: bisogna sostituire il concetto “no consumo di suolo” con quello di “no spreco di suolo”.

Capite che con questa distorsione, che è un impudente sofisma, si potrebbe permettere di fare di tutto.

Ma questa amministrazione crede davvero nella difesa dell’ambiente?

Proprio no.

Ferrante, lunedì mattina, non ha avuto remore a dichiarare che le VAS (valutazione ambientale strategica) sono solo impedimenti e ostacoli burocratici.

Ma allora perché avete commissionato al professor Segale del Politecnico la redazione del documento di V.A.S.?

 

 

16 marzo 2014

Le ragioni del nostro No al PGT della giunta De Luca

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15 marzo 2014

Notizie sul PTCP: I ricorsi e l’Osservatorio

Filed under: Documenti, PTCP, stampa — Tag:, , — piulimbiatemenocemento @ 6:00 PM

Battaglia di ricorsi sul mattone.

Palazzo Grossi vince il primo round

di Monica Guzzi da il Giorno

C’È un primo risultato nella battaglia dei ricorsi contro il Piano territoriale della Provincia.
La sfida è aperta: contro il piano di coordinamento, che mette un freno al consumo di suolo fissando i paletti agli strumenti urbanistici dei 55 comuni del territorio, si sono opposte amministrazioni, associazioni, privati, per un totale di 103 ricorsi al Tar e 12 al Presidente della Repubblica.

MOLTI di più di quanti ci si potesse aspettare, ammette l’assessore provinciale al Territorio, Cristiano Crippa. A fare notizia sono soprattutto i ricorsi al tribunale amministrativo di 9 comuni (Concorezzo, Bernareggio, Veduggio con Colzano, Sulbiate, Triuggio, Roncello, Cornate d’Adda, Vimercate e Giussano) più 2 al Capo dello Stato, oltre a quello di Confindustria. Ma un primo punto a favore di Palazzo Grossi è stato segnato nei giorni scorsi al Tar.
«I segnali sono positivi – annuncia l’assessore Crippa -. Su 10 ricorsi che presentavano istanza di sospensiva, 9 (di cui 6 dei comuni) sono stati ritirati in udienza dietro consiglio del presidente del tar. E l’istanza che non è stata ritirata è stata respinta. Ciò significa che non sono state ravvisate le ragioni d’urgenza di un eventuale danno al territorio».
Crippa incassa soddisfatto il primo risultato, anche se la partita è solo rimandata al giudizio di merito, previsto per alcuni ricorsi a luglio. E sottolinea una delibera della Giunta regionale del 14 febbraio. «La Giunta ha approvato un progetto di legge che riprende molti contenuti del nostro Ptcp e li rimanda in commissione per l’approvazione in aula – dice l’assessore -. Sappiamo di essere nel solco giusto con uno strumento che era opportuno e necessario. È chiaro che per comuni e operatori questo strumento arriva un po’ calato dall’alto, ma si cominciano a introdurre concetti nuovi. Ai comuni abbiamo comunicato la volontà di metterci a disposizione col nostro supporto perché le ricadute di ogni singola scelta riguardano tutto il territorio. Nessuno pensa all’ambiente come ad un totem, ma può capitare che a causa di un certo intervento il traffico in una zona aumenti, oppure una strada debba essere spostata, o semplicemente non ci sia più spazio per portare la banda larga. L’intendimento non è quello di bloccare, ma di responsabilizzare i comuni e avere un territorio più moderno». Visione strategica dunque, suggerisce l’assessore.
Il caso di Cornate, comune virtuoso in passato e ora determinato ad aprire ad alcuni interventi, è per Crippa emblematico. «È vero che c’è differenza fra l’Est ancora verde e l’Ovest cementificato, ma nostro compito è considerare il territorio un unicum. Non possiamo dare il permesso di fare male a chi è stato virtuoso fino a ieri. E poi i dati dicono che negli ultimi 15 anni a Est il ritmo del consumo di suolo è stato molto più elevato». Intanto la Provincia sta facendo il censimento dei ricorsi. I più frequenti riguardano insediamenti sulla rete verde, progetti ambientali su ambiti di interesse provinciale e progetti sul cordone trasversale per la Pedemontana.


Il futuro del Piano nelle mani di sindaci e osservatorio


di Monica Guzzi da il Giorno

­ MONZA ­
OBIETTIVO il dialogo. Uno strumento è l’Osservatorio sul Ptcp, che ha lo scopo di gestire il piano e occuparsi dell’esame delle richieste avanzate dalle attività produttive di ampliamento o rilocalizzazione.

CON LE PRIME tre sedute, l’Osservatorio sta cominciando a lavorare a pieno regime. Al tavolo siedono rappresentanti degli ambientalisti, del mondo agricolo, della Camera di Commercio, del mondo imprenditoriale, dell’assemblea dei sindaci, oltre a tecnici della Provincia, esperti e parte politica. Ha 90 giorni per esprimere il parere sulle singole questioni e al momento si sta occupando delle istanze di cinque comuni.
Il caso più noto è quello della rilocalizzazione della Cartronstrong, l’azienda al confine fra Monza e Muggiò che vorrebbe trasferirsi a Cavenago in un’area di ambito agricolo strategico. L’Osservatorio ha un ruolo consultivo, poi la decisione sui singoli provvedimenti di variante spetta all’aula.
«In questi casi chiediamo anche un piano industriale, anche se non dettagliato, per esprimere pareri fondati su dati oggettivi – dice l’assessore al Territorio Cristiano Crippa -. Sulle rilocalizzazioni vanno valutate anche le ricadute sociali: in ballo ci sono centinaia di posti di lavoro».

L’OSSERVATORIO sul Piano territoriale di coordinamento rimarrà anche con la riforma delle province. Nel progetto di trasformazione in ente di secondo livello, con funzioni ridotte e un’assemblea di sindaci come amministratori, la pianificazione territoriale resterà infatti una competenza in carico alle province, sebbene solo da un punto di vista tecnico e amministrativo.
Si apre comunque un problema di continuità nella gestione di una materia così delicata. Non è detto che le modifiche richieste all’Osservatorio riescano ad arrivare in aula prima della fine del mandato del Consiglio provinciale: i tempi da qui a maggio sono strettissimi. E i sindaci, in diversi casi molto critici nei confronti del piano, potrebbero cambiare molto del Ptcp appena varato. «Mi propongo di lavorare fino all’ultimo momento sperando che il piano rimanga nella sua integrità – conclude Crippa -. Il Ptcp rimane. In questi mesi vorremmo finire la classificazione dei ricorsi, far lavorare l’Osservatorio e collaborare coi comuni. L’obiettivo è fare in fretta, ma in certi casi c’è bisogno di approfondimenti».

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