Più Limbiate meno cemento

24 aprile 2018

Mascheroni : prossima fermata, CORTE dei CONTI ma intanto NOI paghiamo

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Mascheroni : prossima fermata, CORTE dei CONTI ma intanto NOI paghiamo

Nei giorni scorsi il Comune di Limbiate ha versato al Fallimento Mascheroni 462.000 euro, somma concordata con il curatore fallimentare della ditta Mascheroni dopo una transazione che il giudice ha approvato.

Ora l’Amministrazione dovrebbe inviare tutta la documentazione alla Corte dei Conti al fine di accertare il danno erariale conseguente alla mancata opposizione all’atto ingiuntivo nei termini indicati dal giudice.

La Corte inoltre potrà individuare i responsabili del danno nei confronti dei quali il Comune dovrebbe intentare le azioni di rivalsa.

Vigileremo con molta attenzione sugli sviluppi della vicenda perché non si verifichino dilazioni o distrazioni.

Non mi conforta sapere che si potrà ricorrere ai giudici della Corte per recuperare quanto sborsato.

L’effetto sarà l’immediata riduzione delle possibilità di investimenti in scuole, strade e altri servizi, mentre il recupero potrà avvenire solo tra parecchi anni.

Perciò anche il recupero dei 462.000 euro, che avverrà tra qualche anno, non potrà compensare fino in fondo il danno che oggi abbiamo subito.

L’ultima sentenza del 7.03.21018, respingendo le tesi del Comune,   chiarisce una volta per tutte che “l’opposizione tardiva, promossa dal Comune, è inammissibile e in quanto inammissibile, preclude ogni esame nel merito, anche in ipotesi di fondatezza delle contestazioni”.

In soldoni non resta che pagare e basta.

Il sindaco Raffaele De Luca, nel ricorso al giudice, ha affermato di essere venuto a conoscenza dell’atto ingiuntivo solo il 4.12.2014, cioè ben 64 giorni dopo la notifica senza però portare alcuna prova a sostegno di quanto affermava.

Nella seduta del Consiglio comunale del 27 marzo scorso l’ex sindaco è stato più muto di un pesce.

Non mi aspettavo molto di più.

Aveva capito che nessuno sarebbe stato disposto a credere che l’atto ingiuntivo gli è stato tenuto nascosto per oltre due mesi.

Chiunque abbia un incarico pubblico è chiamato a svolgerlo con scrupolo e la mancanza di diligenza non è un errore, è una colpa.

Limbiate, 23 aprile ‘18

Varisco Mauro

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13 marzo 2018

Sentenza Mascheroni, che sberla!

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Sentenza Mascheroni, che sberla!

 

Il Tribunale civile di Milano il giorno 7 marzo 2018 ha dichiarato:

inammissibile l’opposizione tardiva al decreto ingiuntivo, promossa dal Comune di Limbiate, confermando il decreto del 6 maggio 2014 emesso su ricorso della Ditta Mascheroni Strade che pretendeva il pagamento di lavori effettuati nel 2004.

In sostanza il Comune ora è obbligato pagare 380.000 euro più gli interessi che fanno lievitare detta somma a circa

più le spese di giudizio.

Breve storia di un incredibile caso di irresponsabilità e negligenza della struttura comunale.

Nel 2013 la Ditta Mascheroni Strade di Senago avanzò la pretesa di essere pagata per lavori stradali effettuati nel 2004.

Tuttavia gli uffici comunali non rintracciarono documentazione alcuna circa l’esecuzione dei lavori.

Altra questione di non poco conto e che sarebbe bene approfondire.

Ma la Mascheroni ritenne di rivolgersi comunque al Tribunale civile di Milano, ottenendo un decreto di ingiunzione di pagamento della cifra richiesta (380.000 euro).

Il giudice però avvertì il Comune che poteva opporsi a tale decreto ingiuntivo nei termini di 40 giorni e che in mancanza di opposizione il decreto stesso sarebbe diventato definitivo come “cosa giudicata”.

 In Comune però nessuno si preoccupò dei termini fissati dal giudice, né il sindaco né gli altri destinatari del decreto ingiuntivo.

 

Il decreto quindi divenne definitivo.

L’opposizione al decreto ingiuntivo, presentata secondo i termini fissati dal giudice, avrebbe permesso al Comune di contrastare le pretese della Mascheroni e al giudice di accertare se i lavori erano stati effettivamente effettuati.

La mancata opposizione automaticamente rese legittima la pretesa della Mascheroni.

Ora non c’è più niente da fare:

Dopo di che si dovrà trasmettere la documentazione alla Corte dei Conti per accertare il danno erariale e identificare i responsabili della cattiva gestione contro cui fare azione di rivalsa.    

Vorremmo chiedere all’ex sindaco De Luca chi, oltre a lui, ha ricevuto il decreto ingiuntivo?

Inoltre, è vero che, nonostante tutto, i dirigenti si sono spartiti un premio di oltre 20.0000 euro?

In Consiglio comunale nel 2015 De Luca ha assicurato che non un euro sarebbe pesato sulle spalle dei limbiatesi.

Signor De Luca, è ora di farsi avanti e mantenere la promessa.

Oppure scherzava?

19 settembre 2017

H….asta la vista

 

 

H….asta la vista

Le aste per la vendita di terreni di proprietà comunale sono andate tutte deserte.

Si pensava di incassare almeno 3 milioni, di cui 2 milioni dalla vendita della proprietà   di via Trieste e 1 milione dalla vendita della proprietà di via Manara.

Questi soldi avrebbero dovuto finanziare numerose opere pubbliche.

Le previsioni di entrata di 6milioni (bilancio 2017), venendo meno le risorse provenienti dalla vendita dei terreni, si riducono della metà.

In fase di discussione del bilancio avevamo avvertito che era azzardato fare previsioni eccessive di investimento basate sulle entrate derivanti dall’alienazione di terreni.

Ma sono prevalse le esigenze di pubblicità dell’amministrazione.

Sono così diventati a rischio interventi previsti nella viabilità e sicurezza stradale 700.000 euro, ristrutturazioni e manutenzione delle scuole 1.035.000.

Sono a rischio, inoltre, altri interventi come la manutenzione degli edifici comunali, del Torrente Garbogera, dei sifoni di Pinzano e il nuovo magazzino comunale.

Bisognerà ora fare variazioni di bilancio per rimodulare, al ribasso, le priorità degli interventi per opere pubbliche.

Se si tiene conto che anche altre entrate sono aleatorie, si può concludere che gli investimenti previsti dal bilancio 2017 non supereranno il 1.400.000 di euro.

E’ urgente pensare che con tale pochezza di investimenti si va verso un progressivo ed irreparabile scadimento dei servizi pubblici del Comune e del suo patrimonio.

E’ urgente assumere con serietà le indicazioni che venivano dalla Corte dei Conti nella primavera dello scorso anno.

La Corte, richiamando le criticità che hanno causato tante difficoltà,     invitava a:

  • recuperare l’evasione tributaria (14 milioni)
  • rivedere profondamente la struttura amministrativa
  • utilizzare meglio lo strumento dei controlli interni
  • attivare sugli atti e sulle determinazioni dirigenziali un controllo     preventivo
  • assoluta trasparenza degli atti.

21 aprile 2016

Ancora bacchettate della Corte dei Conti sull’amministrazione De Luca

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Ancora bacchettate della Corte dei Conti sull’amministrazione De Luca

La Corte dei Conti con due deliberazioni, assunte nello spazio di soli due giorni, 13 e 14 aprile, ha lanciato sassate al sindaco ammonendolo a intraprendere iniziative per correggere la deriva pericolosa sulla quale scivola la situazione finanziaria.

Sono troppe le deliberazioni della Corte arrivate in due mesi per non preoccuparsi.

Qualcuno ci scherza sopra, ipotizzando che la Corte ci ha messi nel mirino perché i suoi membri si sono divertiti troppo con De Luca.

La deliberazione del 13 aprile invitava l’amministrazione ad entrare in gestione provvisoria per assicurare gli equilibri di bilancio, quella del 14, quasi a coronamento della precedente, spiega le cause della situazione di difficoltà finanziaria accertando

“la non completa adeguatezza del sistema di controlli interni ai fini del rispetto   delle regole contabili e dell’equilibrio di bilancio”

Noi ci domandiamo come sia possibile che il sistema di controlli interni non sia adeguato visto che il Comune ha una organizzazione dirigenziale costituita da ben 5 dirigenti, compreso il segretario generale, che ci costano il 10% del monte salari di tutti gli altri dipendenti (155) e che ogni anno tali dirigenti maturano 5 mila euro di premi di produttività, pro capite (il segretario generale oltre 10 mila)?

La Corte, richiamando le criticità che hanno causato la situazione attuale di difficoltà e in particolare la questione della mancata opposizione del decreto ingiuntivo della Ditta Mascheroni, invita l’amministrazione a:

  • rivedere profondamente la struttura amministrativa,
  • utilizzare meglio   lo strumento dei controlli interni a cui non si deve fare ricorso solo nella fase patologica
  • attivare sugli atti e sulle determinazioni dirigenziali un controllo preventivo di legittimità, anche a campione, in capo al segretario generale, controllo non espressamente previsto dalla normativa, ma già applicato con positivi risultati da altri enti locali.

E’ inutile sperare che questo Consiglio, moribondo, con ossigeno appena sufficiente per concludere le varie operazioni urbanistiche messe in campo da Ferrante, possa fare qualche cosa per risolvere i problemi finanziari del Comune che pretendono competenza e molta determinazione che non riscontriamo nel Consiglio comunale.

Competenza e determinazione che noi possediamo e di cui abbiamo dato dimostrazione in dieci anni di attività del Comitato e che applicheremo alle questioni fondamentali del nostro Comune:

  • rivisitazione profonda della struttura amministrativa di cui non potremo più tollerare negligenze e irresponsabilità
  • recupero dell’evasione tributaria
  • trasparenza e totale accessibilità agli atti.

 

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Mario4

 

20 aprile 2016

La Corte dei Conti non molla la presa sul Comune di Limbiate e blocca tutte le spese non obbligatorie

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euro

La Corte dei Conti non molla la presa sul Comune di Limbiate e blocca tutte le spese non obbligatorie

La Corte dei Conti con la deliberazione del 13 aprile ha invitato il Comune di Limbiate, data la precaria situazione finanziaria, ad entrare in regime di gestione provvisoria con la conseguenza che fino a quando la situazione non migliorerà potranno essere effettuate solo le spese obbligatorie.

Già alcuni mesi fa sollecitammo i consiglieri comunali a prendere in seria considerazione la situazione finanziaria, dedicando una seduta del Consiglio comunale.

Ci rivolgemmo direttamente ai consiglieri, non confidando in qualche azione concreta da parte del presidente del Consiglio, Carlo Schieppati, sempre prono nei confronti dell’amministrazione.

La nostra proposta nasceva dal fatto che la Corte con deliberazione del 18 gennaio 2016 giudicava molto critica la situazione finanziaria del Comune di Limbiate, chiedendo che l’Amministrazione nel termine di 60 giorni provvedesse ad assumere provvedimenti idonei a superare tutte le criticità messe in rilievo dalla suddetta deliberazione. (Vedi nostro post del 26 gennaio scorso).

La Corte con la deliberazione del 13 aprile 2016 dopo aver ripercorso tutti i punti “critici” già indicati con la nota del mese di gennaio, prende atto degli impegni che il Comune intende assumere per porre in sicurezza il bilancio.

Ma, non bastandogli tali impegni, tutti da concretizzare, invita il Comune a causa della “fragilità” di alcune previsioni di entrata, ad adottare le più stringenti regole della gestione provvisoria indicate dall’art. 163, comma 2 del d.lgs, n. 267 del 2000.

Tale disposizione prevede che nel corso della gestione provvisoria l’amministrazione possa assumere:

solo obbligazioni derivanti da provvedimenti giurisdizionali esecutivi.

Inoltre può disporre pagamenti solo per l’assolvimento delle obbligazioni già assunte e di obblighi regolamentati dalla legge (spese di personale, rate di mutuo, canoni, imposte e tasse).

Insomma non si potranno fare investimenti per molti mesi fino all’effettivo ripristino degli equilibri di bilancio.

Questo è il brillante risultato di 5 anni di amministrazione De Luca

all’insegna di una gestione insipiente, a volta ideologica, più preoccupata di ricercare responsabilità nel passato che mettere in atto correzioni che pur dovevano essere attuate.

Di fronte alle preoccupazioni della Corte e alle prescrizioni che ci impone per proteggere il nostro bilancio, è sconfortante assistere alla cascata di annunci di progetti con cui il sindaco e gli assessori cercano di sommergerci pur sapendo che non se ne farà niente per molti mesi.

 

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Mario4

 

26 gennaio 2016

La Corte dei Conti al Comune: se continuate così andate a sbattere!

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La Corte dei Conti al Comune: se continuate così andate a sbattere!

 

Frau Anghela Ripamonti, dopo una feroce (ma…incruenta) batracomiomachia svoltasi in Consiglio comunale porta a casa il Bilancio 2016, dando l’estro al sindaco De Luca di sventolare 15 milioni di investimenti da realizzare quest’anno.

Noi, maligni, abbiamo srotolato all’indietro il film dell’operazione bilancio per verificare se tanta euforia è giustificata.

Cominciamo con la Corte dei Conti che non molla la presa sul Comune di Limbiate, e proprio nella stessa giornata della seduta consiliare ha mandato avvertimenti pesanti circa la situazione finanziaria del Comune.

La Corte con propria deliberazione, assunta in seduta pubblica il 16 dicembre 2015, mette sotto la lente di ingrandimento numerose criticità, riscontrando il perdurare nel tempo delle stesse:

  • mancato recupero dell’evasione tributaria
  • project financing per la realizzazione del centro natatorio e le iniziative predisposte per avviare una gestione più sostenibile saranno continuamente monitorati
  • l’ammontare notevole dei residui attivi potrebbe porre in difficoltà il Comune
  • Fondazione Regina Margherita sulla quale l’amministrazione ha omesso dal 2010 di vigilare, non rilevando l’accumularsi di significative perdite stimabili (a inizio 2015) in 300 mila euro, la Corte sulla vicenda evidenzia il possibile configurarsi di profili di responsabilità erariale
  • la vicenda Mascheroni e la mancata opposizione al decreto ingiuntivo relativo a lavori eseguiti alcuni anni fa, a parte ogni valutazione di danno erariale, evidenziano “criticità che connotano l’ente” e alle quali bisogna porre rimedio con “una profonda rivisitazione della struttura amministrativa
  • costante ricorso ad anticipazioni di tesoreria aggravatosi negli anni 2011/2014
  • tale patologica situazione di crisi di liquidità appare “in progressivo peggioramento e di gravità tale da poter condurre, in assenza di immediate e incisive misure correttive, ad una crisi dell’ente”.

 

Ci sembra che ci sia poco da scherzare e che sia fuori luogo l’esultanza del sindaco De Luca che entro 60 giorni, come stabilito dalla Corte dei Conti, deve adottare misure idonee a ripristinare gli equilibri di bilancio.

Invitiamo a leggere la deliberazione della Corte che alleghiamo a queste note.

La Corte non formula giudizi politici, ma fornisce elementi su cui la politica e i consiglieri comunali che sono i veri destinatari di tale deliberazione, dovrebbero riflettere e dare senso alla loro funzione, affrontando con serietà la situazione finanziaria del Comune.

Signori consiglieri, di maggioranza e di opposizione, la Corte vi manda a dire che se si va avanti così, si va a sbattere!

Noi comprendiamo la necessità da parte di ogni gruppo consiliare di segnare il bilancio nel segno dei propri obiettivi.

Ma non può essere che di fronte alla deliberazione della Corte che denuncia cose molto gravi, nessuno abbia sentito il bisogno durante la seduta del Consiglio di orientare la discussione su tale documento o, per lo meno, di chiedere un Consiglio Comunale “speciale” per approfondire quanto mette in luce la Corte.

Due in particolare le criticità che devono essere superate senza indugio

  • la prima è relativa alla struttura amministrativa
  • la seconda è relativa al mancato recupero dell’evasione tributaria e l’ammontare impressionante dei residui attivi.

In seguito entreremo nel merito del bilancio.

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30 agosto 2013

Tour ai “Beni Artici”

Giovedì mattina, sotto una pioggia battente, abbiamo fatto un proficuo tour….

Non un girotondo, ma la ricerca di soddisfare l’esigente necessità di essere garantiti come cittadini.

Prima tappa

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Seconda tappa

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Terza tappa

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TO BE CONTINUED ….

30 Mag 2013

Richiesta di ritiro della delibera n.66 del 24 aprile 2013

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Oggetto: richiesta di  ritiro della delibera n°66 del 24 aprile 2013

Premesso che la “proroga” dei tempi per la realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria è stata richiesta dal soggetto attuatore del Programma Integrato di Intervento, di cui alla nota inoltrata al Comune in data 29/01/2013 prot. n.°3200, e che i lavori delle opere pubbliche previste dal piano attuativo non sono iniziati, così come non sono iniziate le opere private come palesato nel testo della delibera.

Stante il contenuto della convezione (art. 11.2) con la quale il medesimo soggetto attuatore si è “impegnato” in comune accordo con il Comune a realizzare le opere pubbliche previste entro un termine non superiore a 24 mesi e comunque in conformità ai tempi previsti nel cronoprogramma allegato alla convenzione e al PII, si fa presente quanto segue:

l’attuazione del PII avviene per iniziativa del soggetto privato con il controllo del Comune e secondo gli impegni assunti, anche temporali, così come indicati nella convenzione e negli atti costituenti il PII.

Dunque se nessuna attività edilizia è stata sin’ ora intrapresa non si comprende per quale motivo il Comune non sia mai intervenuto nel verificare  tale inerzia, stante il contenuto dell’art. 12.5 della stessa convenzione che recita: “Il Comune potrà escutere liberamente ogni garanzia senza che possa essergli opposta, dall’Operatore o dall’Istituto fidejussorio o da terzi, eccezione alcuna nell’ipotesi di dimostrato inadempimento o ritardo nell’adempimento, previa la sola formalità dell’avviso-diffida, da trasmettersi all’Operatore per lettera raccomandata A.R. o con atto notificato, almeno trenta giorni prima dell’escussione; i relativi importi dovranno essere utilizzati dal Comune di Limbiate unicamente per l’adempimento di quanto non realizzato dall’Operatore”.

Il comune ha esercitato il suo potere di controllo mediante l’avviso di diffida?

Nulla di ciò si riscontra nel testo della delibera.

Nella delibera, inoltre, prima del testo deliberativo, si dà atto impropriamente che “l’accoglimento di tale richiesta non modifica in alcun modo il Programma Integrato di Intervento in quanto non altera le caratteristiche tipologiche dell’intervento, non incide su alcun parametro urbanistico, nè su altri contenuti della convenzione”.

Tale affermazione non corrisponde a verità poiché la delibera va ad agire proprio sull’articolo 11.2 della convenzione, modificandolo nel suo contenuto (da 24 mesi a 48 mesi).

Si veda al riguardo i punti deliberativi:

1) sulla ridefinizione dei termini per l’ultimazione delle opere urbanizzative

2) nella modifica conseguente all’art. 11.2.

Per tutto quanto sopra evidenziato

SI CHIEDE

il ritiro della delibera di Giunta Comunale n. G.C. n°66 del 24/04/2013 ricorrendo anche attraverso annullamento d’ufficio ai sensi dell’art. 21 quinquies della L. 241/1990, in riferimento all’esigenza ed obbligata condotta di contemperare l’interesse pubblico ed evitare nel contempo che si possa maturare un’ impropria posizione giuridica soggettiva di vantaggio da parte dei soggetti direttamente interessati, che semmai con questa delibera godrebbero di un ingiustificato ed indebito beneficio a seguito del non rispetto dei patti convenzionali.

Inoltre con la presente si rammenta il contenuto dell’art. 21 novies della L. 241/90 inerente il “termine ragionevole” entro cui va esercitata l’attività di autotutela.

Infine con la presente si porta nuovamente per vostra opportuna conoscenza che in data 15 settembre 2011 è stato depositato presso la competente Corte dei Conti un esposto,  per conoscenza inviato anche al sindaco De Luca, sulle presunte irregolarità nella gestione del denaro pubblico inerente il Programma Integrato d’Intervento in oggetto; pertanto qualora non si procedesse con la richiesta di ritiro, si procederà ad integrare l’esposto già depositato.

Limbiate, 30 maggio 2013