Più Limbiate meno cemento

24 aprile 2018

Mascheroni : prossima fermata, CORTE dei CONTI ma intanto NOI paghiamo

Filed under: Consiglio Comunale, Documenti, Limbiate, opere pubbliche, Ricorsi — Tag:, , , , — piulimbiatemenocemento @ 7:06 AM

 

Mascheroni : prossima fermata, CORTE dei CONTI ma intanto NOI paghiamo

Nei giorni scorsi il Comune di Limbiate ha versato al Fallimento Mascheroni 462.000 euro, somma concordata con il curatore fallimentare della ditta Mascheroni dopo una transazione che il giudice ha approvato.

Ora l’Amministrazione dovrebbe inviare tutta la documentazione alla Corte dei Conti al fine di accertare il danno erariale conseguente alla mancata opposizione all’atto ingiuntivo nei termini indicati dal giudice.

La Corte inoltre potrà individuare i responsabili del danno nei confronti dei quali il Comune dovrebbe intentare le azioni di rivalsa.

Vigileremo con molta attenzione sugli sviluppi della vicenda perché non si verifichino dilazioni o distrazioni.

Non mi conforta sapere che si potrà ricorrere ai giudici della Corte per recuperare quanto sborsato.

L’effetto sarà l’immediata riduzione delle possibilità di investimenti in scuole, strade e altri servizi, mentre il recupero potrà avvenire solo tra parecchi anni.

Perciò anche il recupero dei 462.000 euro, che avverrà tra qualche anno, non potrà compensare fino in fondo il danno che oggi abbiamo subito.

L’ultima sentenza del 7.03.21018, respingendo le tesi del Comune,   chiarisce una volta per tutte che “l’opposizione tardiva, promossa dal Comune, è inammissibile e in quanto inammissibile, preclude ogni esame nel merito, anche in ipotesi di fondatezza delle contestazioni”.

In soldoni non resta che pagare e basta.

Il sindaco Raffaele De Luca, nel ricorso al giudice, ha affermato di essere venuto a conoscenza dell’atto ingiuntivo solo il 4.12.2014, cioè ben 64 giorni dopo la notifica senza però portare alcuna prova a sostegno di quanto affermava.

Nella seduta del Consiglio comunale del 27 marzo scorso l’ex sindaco è stato più muto di un pesce.

Non mi aspettavo molto di più.

Aveva capito che nessuno sarebbe stato disposto a credere che l’atto ingiuntivo gli è stato tenuto nascosto per oltre due mesi.

Chiunque abbia un incarico pubblico è chiamato a svolgerlo con scrupolo e la mancanza di diligenza non è un errore, è una colpa.

Limbiate, 23 aprile ‘18

Varisco Mauro

Clicca sull’immagine per ottenere il PDF

28 marzo 2018

Scuola di via Torino: il progetto ancora non c’è

Filed under: Consiglio Comunale, opere pubbliche, scuola, Via Torino — Tag:, , , , — piulimbiatemenocemento @ 8:57 PM

 

 

La s…cuola infinita

Scuola di via Torino: il progetto ancora non c’è

 

Limbiate può contare molti record, ma quelli riguardanti la scuola Anna Frank, scuola di via Torino, sono in assoluto i più sbalorditivi.

  • Il primo record il Comune lo conquista

con la durata della gestazione di una scuola concepita nel 2010, ma di cui ancora non si conosce il progetto esecutivo né la data di inizio lavori nè quando si concluderanno.

Non settembre 2018, forse settembre 2019, forse mai.

  • Il secondo record:

Limbiate è l’unico comune in Italia che paga per una opera pubblica ancora prima dell’arrivo dei muratori.

Infatti il Comune nel 2017 ha rimborsato le prime due rate del mutuo per una somma complessiva di 160.000 euro di cui 100.000 in conto capitale, 60.000 per interessi.

  • Il terzo record è costituito

dalla indifferenza per il ritardo scandaloso causato dalla inefficienza e dalla incompetenza: nessun consigliere ha mai protestato e non ha mai chiesto di chi siano le responsabilità.

La passività dei consiglieri non è semplice inerzia, è vera e propria colpa verso la città.

  • Il quarto record

il Comune potrebbe guadagnarlo con la perdita del contributo di 3 milioni concesso dallo Stato nel 2014 se il ritardo dovesse protrarsi.

Sarebbe il primo Comune a perdere un contributo dello Stato.

Tale contributo era stato concesso a fronte di una dichiarata immediata cantierabilità dell’opera.

C’è quasi da ridere.

Per quanto tempo durerà ancora la proroga data dalla Regione al Comune?

Intanto, in questa ridicola situazione, la signora che dirige l’Ufficio Tecnico si trasferisce in un altro Comune.

Non sappiamo se sia un bene o un male.

 

21 marzo 2018

Aprile dolce dormire, ma anche Marzo non scherza

Filed under: Bilancio, Consiglio Comunale, Ricorsi — Tag:, , , , , — piulimbiatemenocemento @ 10:27 PM

 

 

 

Aprile dolce dormire, ma anche Marzo non scherza

 

Il sindaco Romeo, intervenendo sulla questione Mascheroni, ha dichiarato alla stampa locale che è “in corso una indagine penale per truffa”.

E’ necessario che il sindaco sia più chiaro e spieghi con esattezza di che si tratta.

Se c’è una denuncia, contro chi, quando e da chi è stata promossa?

Su quali elementi si basa?

Il sindaco dovrebbe sentire come un suo dovere inderogabile comunicare al Consiglio e alla opinione pubblica la sentenza del Tribunale di Milano del 7 marzo con cui è stato dichiarato inammissibile il ricorso tardivo del Comune contro il decreto ingiuntivo.

Sono passati oltre 20 giorni dalla data della sentenza, perché non è stata ancora data comunicazione?

Poteva essere fatta durante il Consiglio comunale del 15 marzo.

Che significato dobbiamo dare a questo ritardo per ciò che comunque dovrà essere fatto?

Visto che il sindaco ritarda, c’è sempre la possibilità di costringerlo a convocare un consiglio comunale straordinario.

Basterebbero le firme di cinque consiglieri comunali per promuovere un consiglio comunale con all’ordine del giorno i fatti riguardanti la vicenda Mascheroni.

Ci sembra che il sindaco abbia anche il dovere di spiegare al più presto come e contro chi intenda procedere per recuperare la consistente somma che il   Comune dovrà sborsare a causa della mancata opposizione al decreto ingiuntivo del Tribunale di Milano, omissione che ci costerà oltre 500.000 euro.

19 marzo 2018

Si pagheranno oltre 500.000 euro in cambio di…. niente?

Filed under: Documenti, Informazione, opere pubbliche, Ricorsi — Tag:, , , , — piulimbiatemenocemento @ 7:37 AM

 

Si pagheranno oltre 500.000 euro in cambio di…. niente?

La dichiarazione di inammissibilità dell’opposizione tardiva, promossa dal Comune, ha precluso al giudice ogni esame nel merito, anche in ipotesi di fondatezza delle contestazioni addotte dal Comune stesso circa i lavori stradali per i quali la Mascheroni Strade pretendeva di essere pagata.

Questa è la legge.

Comunque difficile da digerire, resta comunque un dubbio: tali lavori sono stati effettivamente eseguiti?

Si pagheranno oltre 500.000 euro in cambio di ……niente?

 Vorremmo saperlo e non per pura curiosità.

Da quando la scandalosa vicenda è emersa, non abbiamo mai avuto la possibilità di ascoltare una relazione precisa, chiara e convincente né da parte dell’amministrazione De Luca né da parte di quella di Romeo.

Abbiamo visto solo ricorsi alla magistratura, azioni di difesa, ma mai una indagine approfondita su che cosa non ha funzionato.

Per tentare di fare chiarezza su tutta la vicenda abbiamo fatto richiesta di accesso agli atti che pubblichiamo.

Accesso agli atti

 

Richiesta inviata via PEC

 

Ricevuta PEC

13 marzo 2018

Sentenza Mascheroni, che sberla!

Filed under: Bilancio, Consiglio Comunale, Documenti, patrimonio, politica, Ricorsi — Tag:, , , , , , — piulimbiatemenocemento @ 12:45 PM

 

Sentenza Mascheroni, che sberla!

 

Il Tribunale civile di Milano il giorno 7 marzo 2018 ha dichiarato:

inammissibile l’opposizione tardiva al decreto ingiuntivo, promossa dal Comune di Limbiate, confermando il decreto del 6 maggio 2014 emesso su ricorso della Ditta Mascheroni Strade che pretendeva il pagamento di lavori effettuati nel 2004.

In sostanza il Comune ora è obbligato pagare 380.000 euro più gli interessi che fanno lievitare detta somma a circa

più le spese di giudizio.

Breve storia di un incredibile caso di irresponsabilità e negligenza della struttura comunale.

Nel 2013 la Ditta Mascheroni Strade di Senago avanzò la pretesa di essere pagata per lavori stradali effettuati nel 2004.

Tuttavia gli uffici comunali non rintracciarono documentazione alcuna circa l’esecuzione dei lavori.

Altra questione di non poco conto e che sarebbe bene approfondire.

Ma la Mascheroni ritenne di rivolgersi comunque al Tribunale civile di Milano, ottenendo un decreto di ingiunzione di pagamento della cifra richiesta (380.000 euro).

Il giudice però avvertì il Comune che poteva opporsi a tale decreto ingiuntivo nei termini di 40 giorni e che in mancanza di opposizione il decreto stesso sarebbe diventato definitivo come “cosa giudicata”.

 In Comune però nessuno si preoccupò dei termini fissati dal giudice, né il sindaco né gli altri destinatari del decreto ingiuntivo.

 

Il decreto quindi divenne definitivo.

L’opposizione al decreto ingiuntivo, presentata secondo i termini fissati dal giudice, avrebbe permesso al Comune di contrastare le pretese della Mascheroni e al giudice di accertare se i lavori erano stati effettivamente effettuati.

La mancata opposizione automaticamente rese legittima la pretesa della Mascheroni.

Ora non c’è più niente da fare:

Dopo di che si dovrà trasmettere la documentazione alla Corte dei Conti per accertare il danno erariale e identificare i responsabili della cattiva gestione contro cui fare azione di rivalsa.    

Vorremmo chiedere all’ex sindaco De Luca chi, oltre a lui, ha ricevuto il decreto ingiuntivo?

Inoltre, è vero che, nonostante tutto, i dirigenti si sono spartiti un premio di oltre 20.0000 euro?

In Consiglio comunale nel 2015 De Luca ha assicurato che non un euro sarebbe pesato sulle spalle dei limbiatesi.

Signor De Luca, è ora di farsi avanti e mantenere la promessa.

Oppure scherzava?

10 marzo 2018

La fretta è nemica del bene

Filed under: Ambiente, Informazione, opere pubbliche, scuola — Tag:, , , , , — piulimbiatemenocemento @ 12:45 PM

 

 

 

La fretta è nemica del bene

Ecco un esempio:

Romeo, poi De Luca, adesso ancora Romeo, nessuno di loro ha avvertito la minima preoccupazione per tale serbatoio che è fonte di inquinamento da idrocarburi.

Nel mese di Febbraio del 2014 abbiamo sollecitato la rimozione del serbatoio e il ripristino del parcheggio.

Da allora sono stati tagliati un po’ di cespugli, ma molta parte del parcheggio è ancora non utilizzabile, la delimitazione dell’ area è precaria e soprattutto non è stata eliminato il rischio di inquinamento.

E’ sparito anche il cartello, apposto 10 anni fa, che avvisava che l’area era sottoposta a “caratterizzazione”, espressione incomprensibile per dire che l’area è soggetta a prelievi, carotaggi, esami e cose del genere.

Sul Bilancio 2018 (DUP pag. 88) leggiamo che il Comune ha intrapreso un “complesso procedimento di bonifica”.

Per la rimozione ha stanziato 20.000 euro.

Ma anche nel 2017 aveva stanziato la stessa somma.

Allora perché dovremmo credere che quest’anno farete quello che avete promesso e non fatto l’anno scorso?

Quanto è complesso il procedimento di bonifica di cui parlate in Bilancio che necessita di 10 anni di studi?

Avanti di questo passo, potrebbe diventare un argomento di tesi di laurea, se non per i contenuti, certamente per i tempi biblici.

 

 

16 ottobre 2017

PER TUTTI QUELLI CHE….

Filed under: Ambiente, Elezioni 2016, Limbiate, PGT, PII, PTCP — Tag:, , , , , , — piulimbiatemenocemento @ 11:18 PM

PER TUTTI QUELLI CHE….

PENSAVANO CHE IL BUCO COL GUSTO INTORNO FOSSE SOLO LEI

 

Cava Ferrari: a VOI il gusto a NOI il buco e se facessimo il contrario?

De Luca è stato archiviato e ora siede tra i banchi del Consiglio, non si capisce se confuso o annoiato.

Il suo assessore all’urbanistica, Ferrante, quello che voleva fare il Central Park nell’area della Cava Ferrari, con annesso laghetto e papere, invece non lo vedremo più.

Ma i disastri che hanno causato sono rimasti tutti.

Tra le cose più nefande che i due ci hanno lasciato, c’è la previsione di pianificazione dell’area della Cava Ferrari e delle aree ad essa contigue.

Solo uno stolto può pensare che il piano riguardante l’Ambito strategico di riqualificazione Cava Ferrari (ASR ) costituisca un buon affare per il Comune.

Il Comune invece di obbligare al risanamento la società Ferrari, concede un eccezionale incremento di valore delle area in questione e di quelle contigue appartenenti ad altri soggetti.

Non sono bastati 50 anni di escavazione e di relativi profitti.

Oggi che la cava costituisce un problema per i costi di bonifica e perché l’ area è devastata dal punto di vista ambientale, il buco è nostro.

E’ pazzesco!

Ma cerchiamo di capire che cosa oggi rappresenta nei numeri per la società Ferrari e per i contigui il piano dal punto di vista economico:

  • 120.000 mc di edificazione che corrispondono a circa 450 appartamenti
  • Un utile di 18 MILIONI di euro per un operazione che ne muoverà 70 di milioni

e per il Comune?

Il Comune otterrà in cambio

solo un grande buco

un buco che dovrà, per giunta, essere risanato a nostre spese.

Non si tratta di una colossale fregatura?!

Per questo proponiamo che la pianificazione di tutta questa area sia radicalmente cambiata.

Pubblichiamo l’istanza che abbiamo presentata in Comune alla fine del mese di luglio con la quale chiediamo che:

  1. l’intera area della cava sia risanata a spese della proprietà, condizione inderogabile prima di ogni operazione urbanistica
  2. di acquisire l’area soggetta a vincolo agricolo strategico dal Piano di coordinamento provinciale (PTCP) per realizzare il Bosco in città
  3. di dare all’area dell’ambito la destinazione di “area di rispetto urbano (ANT3)”

15 febbraio 2017

…e se un giorno…

Filed under: Bilancio, cittadino, Limbiate, Progettualità — Tag:, , , , , , — piulimbiatemenocemento @ 1:45 PM

logo

 

debt

Bilancio 2017

E se un giorno i cittadini che pagano le tasse e tutto il resto, si rompessero le scatole?

La Corte dei Conti nel 2016 chiedeva  al Comune di porre rimedio con urgenza alla

“non completa adeguatezza  del sistema di controlli interni ai fini del rispetto delle regole e dell’equilibrio di bilancio.”

Non sembra però che  gli inviti della Corte   facciano parte  dell’agenda dell’amministrazione Romeo.

La Corte, inoltre, invitava l’ amministrazione a

  • revisionare profondamente la struttura amministrativa
  •  attivare sugli atti e sulle determinazioni dirigenziali un controllo preventivo di legittimità anche a campione

Noi più volte abbiamo indicato nella struttura amministrativa il problema che più urgentemente chiede attenzione.

Bisogna affrontarlo dando rilievo ai principi di responsabilità e merito in modo da porre fine a episodi scandalosi dove nessuno paga niente come ad esempio dimostra la vicenda Mascheroni che  per incredibile negligenza di alcuni il Comune potrebbe dover pagare circa 400 mila euro.

La Corte dei Conti ha dato rilievo anche ad altri aspetti preoccupanti della finanza  comunale che, se non risolti o almeno attenuati nei loro effetti, faranno precipitare nel baratro del dissesto obbligando:

  • aumenti fiscali generalizzati
  • la chiusura di servizi
  • Limitare gli investimenti

In particolare la Corte ha puntato il dito su

  •  gli insoddisfacenti risultati ottenuti nel recupero dell’evasione tributaria
  •  il costante aumento della massa dei crediti non esigibili.

 

debt2

Sono tutti crediti messi a ruolo, in altre parole difficilmente saranno riscossi.

Anche quest’anno è stata prevista la cifra di 1.700.000 che sarà coperta con una posta di bilancio specifica, denominata fondo di svalutazione, di 800.000 euro, il resto di 900.000 euro sarà coperto con l’avanzo.

L’evasione che causa il costante incremento dei crediti riguarda  soprattutto:

  • tassa rifiuti
  • IMU
  • sanzioni stradali
  • mensa scolastica
  • trasporto scolastico
  • oneri di urbanizzazione.

Gli aumenti tariffari che il Consiglio comunale si accinge a votare copriranno in minima parte questi buchi.

Tentare di coprire le perdite con aumenti di tariffe e tasse è illusorio perché causerà solo aumento dell’evasione, ma soprattutto è ingiusto caricare di ulteriori oneri chi già paga tutto

E’ stata messa in atto qualche azione preventiva per contrastare il fenomeno dell’evasione della tassa rifiuti, del mancato pagamento delle rette della mensa e dello scuolabus, ecc?

Certo la crisi economica stringe sempre più famiglie e imprese,

ma sono troppi i furbi in circolazione.

Facciamo un esempio: come è stato possibile che Verdiglione, proprietario di Villa Medolago, tra il 2005 e il 2015 sia riuscito a maturare un debito nei confronti del Comune di 535.000 euro per tributi non pagati?

  • Quali erano gli uffici che dovevano provvedere perché questo credito non diventasse così alto?
  • Quali erano gli assessori che dovevano vigilare sulla questione?

Di fronte all’enormità della massa di crediti non esigibili, dovuti ad evasione di tributi e tariffe, non ci si può fermare all’indignazione sterile.

Occorre che da questa sorga una volontà di contrasto tesa a limitare i danni che l’evasione provoca.

Sarebbe intelligente, oltre che giusto, non ignorare coloro che assolvono a tutti gli obblighi nei confronti del Comune: un giorno o l’altro potrebbero rompersi le scatole, non sappiamo con quali conseguenze.

25 gennaio 2017

PGT : figlio di nessuno

LogoAmministrativepgt

 

PGT : figlio di nessuno

Il 18 dicembre, dopo 7/8 anni di gestazione e un costo di 400.000 euro, è stato approvato il Piano di Governo del Territorio.

Nessuno,però, vuole assumerne la paternità.

L’assessore Mestrone l’avrebbe votato solo per “responsabilità istituzionale”.

Si dice  sempre così quando si vuole coprire qualcosa.

L’ex sindaco De Luca invece  ha detto che il Piano l’ha fatto lui, ma  non lo voleva così.

De Luca non si smentisce mai.

Mestrone nella stessa seduta di Consiglio ha annunciato che  il primo giorno della prossima primavera darà il via a un nuovo Piano di Governo del Territorio.

Altro mucchio di soldi che saranno sprecati!

Se proprio vogliono trastullarsi con un altro esercizio di pianificazione territoriale  perché il PGT non lo fanno elaborare dagli uffici comunali?

Di architetti il Comune ne dispone fin troppi.

Mestrone ha  cancellato la decisione del precedente Consiglio di allargare i confini del Parco Groane che sarebbero arrivati a comprendere l’area dell’ex Ospedale Antonini e i parchi delle ville Mella e Medolago.

Non ha dato alcuna spiegazione. E’ così e basta.

Sentire l’assessore Mestrone in Consiglio sarebbe uno spasso, se non fosse che sono in gioco interessi cospicui della comunità.

I suoi toni sono di rivincita e novello Brenno tuona “vae victis”.

L’area dell’ex Ospedale Antonini sarà libera dei vincoli del Parco, pronta per molte operazioni.

Era chiaro il motivo di sottoporre l’area Antonini ai vincoli del Parco: era importante introdurre un altro soggetto la cui preoccupazione in ordine all’area stessa fosse solo di carattere paesaggistico e ambientale, non condizionato da alcun interesse economico.

Ora solo il Comune, la Provincia e l’ Azienda Salvini potranno decidere il destino dell’area e sono enti  tutti fortemente interessati a ricavarne risorse finanziarie.

A proposito della Provincia  ricordiamo il “Progetto marketing immobiliare” promosso dalla stessa Provincia, proprietaria di gran parte dell’area, e pubblicato nel Luglio del 2012 che era un chiaro invito agli immobiliaristi a darsi da fare.

Nel mirino ci sono anche le aree agricole strategiche decise  per cercare di limitare il consumo di suolo nella provincia che risulta la più urbanizzata d’Italia.

Il piano dell’area adiacente alla Cava Ferrari sarà sminuzzato in tanti pezzetti, diventando area di pura espansione.

L’assessore ai servizi sociali dice che ha bisogno di 250 alloggi, tanto è il fabbisogno di alloggi per sfrattati e bisognosi, ma l’assessore Mestrone ridurrà  il peso delle politiche di “housing sociale” previste nel Pgt, dando rassicurazioni benissimo accolte dagli immobiliaristi.

E il povero Zamin farà la fine della Franca Basso, riducendosi a elemosinare qualche alloggio ai proprietari di casa.

Saranno forse un migliaio le case invendute o non affittate a Limbiate.

In questo dato si tocca tutto il fallimento delle politiche urbanistiche del Comune, ma soprattutto  l’alto grado di ingiustizia esistente.

9 gennaio 2017

Rozzo Picozzi

Filed under: Comitato, Eventi, Informazione, Limbiate, Medolago, patrimonio, PGT — Tag:, , , , , , , , , — piulimbiatemenocemento @ 2:17 PM

LogoAmministrativemedolago

 

 

 

Non pensavamo che l’ex presidente del consiglio, Eugenio Picozzi, avesse una così forte avversione nei confronti del nostro Comitato che accusa di aver impedito la ristrutturazione della Villa Medolago e, in fin dei conti, dell’incendio che l’ha completamente rovinata.

Non noi dovevamo esercitare controllo sulla Villa, ma altri a cominciare dal Comune.

L’ex presidente del consiglio stravolge le cose, accusandoci.

No, siamo noi che lo accusiamo di aver sostenuto, assieme ai  suoi compagni, un’operazione urbanistica che eccedeva tutte le regole.

Non si è minimamente preoccupato dei precedenti penali di Verdiglione risalenti agli anni ’80.

Nessuna parola sulla recente condanna a nove anni (sette la moglie) per truffa ai danni dello Stato e associazione a delinquere.

La Frua De Angeli Holding, la società di Verdiglione,  titolare del piano di ristrutturazione, tra il 2005 e il 2015 ha

omesso versamenti al Comune di imposte per 539.052,95 euro,

ma l’ineffabile ex presidente del consiglio non si è accorto di nulla.

A nessuna persona sensata poteva venire in mente che la Villa Medolago potesse essere  ristrutturata da un personaggio simile.

Il signor Picozzi, che nella vita professionale è stato un noto commerciante, avrebbe concesso credito senza timore a un cliente come Verdiglione?

Il signor Picozzi è rimasto del tutto indifferente alle ingenti spese legali che alcuni privati hanno dovuto sostenere per difendere le loro case che per il piano originario della Villa dovevano essere espropriate.

Se proprio voleva salvare un pezzo di Limbiate perché, quando contava qualcosa e non c’erano vincoli di Bilancio come quelli esistenti ora, non ha promosso l’acquisizione al Comune della Villa e del suo parco per evitare che diventasse preda di gente come Verdiglione?

Signor Picozzi, troppi personaggi strani sono passati per Limbiate!

Oltre a Verdiglione dobbiamo ricordare almeno:

  • l’architetto Mandelli, titolare del piano di via Corelli, arrestato e condannato nell’inchiesta riguardante il clan Valle
  • il titolare del piano di via Sabotino, accusato di bancarotta per 400 milioni e latitante a Dubai.

Signor Picozzi, la sua rozzezza si rivela ben chiara, come c’è da aspettarsi da un uomo al quale la lunga pratica politica non ha lasciato il tempo di imparare qualcosa.

Tutta la vicenda del piano della Villa Medolago e tutte le nostre denunce sono ben documentate su questo blog.

Ora la sentenza del Tribunale di Milano che prevede la confisca della Villa e del Parco, ha aperto altre prospettive.

Se tale sentenza sarà confermata negli altri gradi di giudizio, si aprirà la possibilità per il Comune di richiedere allo Stato l’affidamento della Villa e del parco.

Se tale bene non sarà in mano pubblica, diventerà oggetto di manovre  azzardate come quella prevista nel PGT di De Luca e Ferrante che prevedeva la realizzazione di 2000 mq sottoterra, tanto quanto  voleva realizzare Verdiglione fuori terra.

Older Posts »