Più Limbiate meno cemento

10 marzo 2018

La fretta è nemica del bene

Filed under: Ambiente, Informazione, opere pubbliche, scuola — Tag:, , , , , — piulimbiatemenocemento @ 12:45 PM

 

 

 

La fretta è nemica del bene

Ecco un esempio:

Romeo, poi De Luca, adesso ancora Romeo, nessuno di loro ha avvertito la minima preoccupazione per tale serbatoio che è fonte di inquinamento da idrocarburi.

Nel mese di Febbraio del 2014 abbiamo sollecitato la rimozione del serbatoio e il ripristino del parcheggio.

Da allora sono stati tagliati un po’ di cespugli, ma molta parte del parcheggio è ancora non utilizzabile, la delimitazione dell’ area è precaria e soprattutto non è stata eliminato il rischio di inquinamento.

E’ sparito anche il cartello, apposto 10 anni fa, che avvisava che l’area era sottoposta a “caratterizzazione”, espressione incomprensibile per dire che l’area è soggetta a prelievi, carotaggi, esami e cose del genere.

Sul Bilancio 2018 (DUP pag. 88) leggiamo che il Comune ha intrapreso un “complesso procedimento di bonifica”.

Per la rimozione ha stanziato 20.000 euro.

Ma anche nel 2017 aveva stanziato la stessa somma.

Allora perché dovremmo credere che quest’anno farete quello che avete promesso e non fatto l’anno scorso?

Quanto è complesso il procedimento di bonifica di cui parlate in Bilancio che necessita di 10 anni di studi?

Avanti di questo passo, potrebbe diventare un argomento di tesi di laurea, se non per i contenuti, certamente per i tempi biblici.

 

 

5 ottobre 2017

IL NUOVO PIANO DEL TERRITORIO

Filed under: Ambiente, Gestione risorse, Limbiate, Medolago, Parco Groane, PGT — Tag:, , , , , — piulimbiatemenocemento @ 7:05 PM

 

 

IL NUOVO PIANO DEL TERRITORIO: 

LA LIMBIATE DI DOMANI E……QUELLA CHE NOI VORREMMO

ll Comune con l’avviso di presentazione delle istanze ha dato avvio alla procedura di variante del Piano di Governo del Territorio (PGT).

Da 5 anni il Comune tenta di darsi una pianificazione territoriale.

Il PGT e la Variante di De Luca-Ferrante ci sono costati 400.000 euro.

Ora anche l’assessore Mestrone, ritornato al comando delle politiche urbanistiche dopo cinque anni all’asciutto, vuole lasciare la sua impronta con un’altra variante che l’ineffabile assessore ci assicura costerà solo 60.000 euro.

Grazie assessore, le facciamo però notare che i costi della sua variante si assommano ai precedenti.

Non c’è nessun Comune della dimensione di Limbiate che abbia speso tali cifre per la redazione di un PGT.

In molti comuni gli atti di pianificazione urbanistica sono effettuati dalla struttura tecnica comunale con un organico meno pletorico di quello di Limbiate.

Ma se esiste un ufficio tecnico, perché bisogna puntualmente ricorrere a collaborazioni esterne e pagarle profumatamente?

Il Comitato, sapendo cosa frulla nella testa dell’assessore, ha ritenuto di doversi impegnare, ancora una volta, per impedire ulteriore consumo di suolo.

Le proposte presentate dal Comitato alla variante del PGT infatti sono coerenti con l’idea di una pianificazione per uno sviluppo equilibrato per garantire la qualità del territorio, dell’ambiente e dei servizi.

Sono 20 le istanze presentate nello scorso mese di luglio e saranno pubblicate a gruppi omogenei per argomento in tre momenti distinti.

Il primo gruppo riguarderà:

  • la villa Medolago
  • la situazione del traffico nel Centro storico e la necessità della sua riqualificazione.
  • In questo primo gruppo di istanze, inoltre, sarà presentata quella riguardante l’ex Ospedale Antonini.

Con le istanze riguardanti la Villa Medolago

si ribadisce la necessità di acquisirla al patrimonio pubblico per realizzare un grande parco cittadino, comprendente il parco di villa Bosisio, villa Mella, villa Medolago, collegato al Parco delle Groane.

 

L’istanza che propone una zona a traffico limitato nel centro storico

risponde alle esigenze di salute pubblica, messa a rischio dall’intensità del traffico che in alcune ore della giornata rende l’aria irrespirabile.

Quella del traffico è sicuramente la principale tra le cause del degrado della zona.

Con le stesse istanze si propone l’aumento dei controlli del livello di inquinamento dell’aria, potenziando le stazioni di controllo.

Da decine di anni si propongono piani di riqualificazione del Centro storico senza mai registrare alcun risultato.

Ancora una volta con il PGT si è puntato sugli incentivi volumetrici, che però non innescano processi di riqualificazione che si possono perseguire solo puntando alla qualità dello spazio e dell’ambiente.

La proposta presentata dal Comitato chiede che siano rimossi i veri ostacoli che impediscono la riqualificazione di questa parte importante della città:

  • il traffico veicolare, particolarmente intenso in alcune ore della giornata,
  • le prescrizioni rigide riguardanti i cosiddetti allineamenti fronte strada degli edifici presenti
  • i “comparti” che devono essere eliminati salvo l’obbligo, in caso di intervento, di presentare piani di recupero all’amministrazione.

 

L’area dell’ex Ospedale Antonini e dell’Istituto Corberi

è, assieme al Parco delle Groane, il maggior patrimonio di Limbiate (800.000 mq), che deve essere preservato integro per il suo valore ambientale, paesistico e storico.

Per meglio garantire questo patrimonio riteniamo importante che l’area debba essere inclusa nel Parco delle Groane. Perciò chiediamo che la deliberazione dell’ampliamento del Parco delle Groane sia rinnovata.

Le istanze che abbiamo presentato (cliccare sull’immagine per aprire il PDF):

 

Istanza ZTL

Istanza stazioni mobili di rilevamento

Istanza stazioni di rilevamento

Istanza per la riqualificazione dell’Antonini

Istanza per il passaggio pedonale nel parco di Villa Medolago

Istanza per la partecipazione all’asta per Villa Medolago

Istanza NAF

 

18 settembre 2017

Prevenzione prima di tutto

Filed under: Ambiente, Limbiate, patrimonio — Tag:, , , , , — piulimbiatemenocemento @ 7:32 AM

Prevenzione prima di tutto

Rifiuti davanti all’ufficio di igiene di Mombello

Guardate bene questa foto che ci ha inviato il 15 settembre un padre, scandalizzato, che portava la propria figlia a fare le vaccinazioni presso l’ufficio di igiene che si trova nella palazzina centrale dell’ex Ospedale Antonini di Mombello.

Si può sopportare molto, ma che ci siano rifiuti proprio vicino all’ufficio d’igiene dove sono portati i bambini a fare le vaccinazioni è inaccettabile.

Non si tratta solo di vergognosa insensibilità al decoro, ma soprattutto indifferenza verso il lerciume che può sempre provocare danni alla salute.

E’ una grande, invitante dispensa per i topi a 20 metri dal presidio di igiene pubblica. Incredibile.

Abbiamo voluto controllare: l’area è tutta una squallida pattumiera.

Domenica, 24 settembre nell’ambito della manifestazione “Ville aperte in Brianza” sarà possibile visitare la villa Crivelli-Pusterla.

I visitatori dovranno passare davanti alla dispensa dei topi.

Sarà una grande promozione per la città di Limbiate.

Complimenti.

25 gennaio 2017

PGT : figlio di nessuno

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PGT : figlio di nessuno

Il 18 dicembre, dopo 7/8 anni di gestazione e un costo di 400.000 euro, è stato approvato il Piano di Governo del Territorio.

Nessuno,però, vuole assumerne la paternità.

L’assessore Mestrone l’avrebbe votato solo per “responsabilità istituzionale”.

Si dice  sempre così quando si vuole coprire qualcosa.

L’ex sindaco De Luca invece  ha detto che il Piano l’ha fatto lui, ma  non lo voleva così.

De Luca non si smentisce mai.

Mestrone nella stessa seduta di Consiglio ha annunciato che  il primo giorno della prossima primavera darà il via a un nuovo Piano di Governo del Territorio.

Altro mucchio di soldi che saranno sprecati!

Se proprio vogliono trastullarsi con un altro esercizio di pianificazione territoriale  perché il PGT non lo fanno elaborare dagli uffici comunali?

Di architetti il Comune ne dispone fin troppi.

Mestrone ha  cancellato la decisione del precedente Consiglio di allargare i confini del Parco Groane che sarebbero arrivati a comprendere l’area dell’ex Ospedale Antonini e i parchi delle ville Mella e Medolago.

Non ha dato alcuna spiegazione. E’ così e basta.

Sentire l’assessore Mestrone in Consiglio sarebbe uno spasso, se non fosse che sono in gioco interessi cospicui della comunità.

I suoi toni sono di rivincita e novello Brenno tuona “vae victis”.

L’area dell’ex Ospedale Antonini sarà libera dei vincoli del Parco, pronta per molte operazioni.

Era chiaro il motivo di sottoporre l’area Antonini ai vincoli del Parco: era importante introdurre un altro soggetto la cui preoccupazione in ordine all’area stessa fosse solo di carattere paesaggistico e ambientale, non condizionato da alcun interesse economico.

Ora solo il Comune, la Provincia e l’ Azienda Salvini potranno decidere il destino dell’area e sono enti  tutti fortemente interessati a ricavarne risorse finanziarie.

A proposito della Provincia  ricordiamo il “Progetto marketing immobiliare” promosso dalla stessa Provincia, proprietaria di gran parte dell’area, e pubblicato nel Luglio del 2012 che era un chiaro invito agli immobiliaristi a darsi da fare.

Nel mirino ci sono anche le aree agricole strategiche decise  per cercare di limitare il consumo di suolo nella provincia che risulta la più urbanizzata d’Italia.

Il piano dell’area adiacente alla Cava Ferrari sarà sminuzzato in tanti pezzetti, diventando area di pura espansione.

L’assessore ai servizi sociali dice che ha bisogno di 250 alloggi, tanto è il fabbisogno di alloggi per sfrattati e bisognosi, ma l’assessore Mestrone ridurrà  il peso delle politiche di “housing sociale” previste nel Pgt, dando rassicurazioni benissimo accolte dagli immobiliaristi.

E il povero Zamin farà la fine della Franca Basso, riducendosi a elemosinare qualche alloggio ai proprietari di casa.

Saranno forse un migliaio le case invendute o non affittate a Limbiate.

In questo dato si tocca tutto il fallimento delle politiche urbanistiche del Comune, ma soprattutto  l’alto grado di ingiustizia esistente.

15 dicembre 2016

Giù le mani dal Parco Groane!!!

Filed under: Ambiente, Informazione, Parco Groane, PGT, PTCP — Tag:, , , , — piulimbiatemenocemento @ 2:15 PM

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cattura

Roba da non credere

Romeo e Mestrone vogliono azzerare la deliberazione adottata dal Consiglio Comunale nel febbraio 2014 con la quale si intendeva allargare il Parco delle Groane, inserendo, fra l’altro, all’interno dei suoi confini l’area dell’ex Ospedale Antonini di Mombello.

Non tutte le deliberazioni hanno lo stesso peso.

Ci va bene che sia revocata la decisione della “griglia autopulente”, genialata dell’ex assessore Archetti, da costruire in via Casati, un vero e proprio spreco di risorse, perché inutile.

Revocare invece la deliberazione sull’allargamento del Parco esprime tutta la protervia di una amministrazione che punta ad un “regolamento di conti”.

Perché revocare quando tutto l’iter  presso il Parco e la Regione è ormai avviato?

Pensavamo che l’idea del Parco delle Groane fosse ormai consolidata nella cultura politica, almeno quanto lo è nella mente della maggioranza dei cittadini.

Niente di più sbagliato.

Con Romeo sono riemersi tutti coloro che sentono il Parco come un peso e non invece come un grande patrimonio dei cittadini.

L’allargamento dei confini ha avuto origine prima di tutto dalla necessità di difendere l’area dell’Antonini applicando ad essa il sistema dei vincoli di tutela del Parco.

Vuoi vedere che l’obiettivo della revoca della delibera è proprio questo:   avere mano libera sulle aree dell’Antonini?

Romeo invece di trotterellare in giro si fermi, prenda fiato e cominci a  fissare l’attenzione e a studiare le cose importanti.

Dopo sei mesi dalla sua elezione è chiedere troppo?

giulemani

8 aprile 2016

Ex CRAL di Mombello, spazio per i giovani

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Ex CRAL di Mombello, spazio per i giovani
Proficuo incontro con Gigi Ponti, Presidente della Provincia di MB

Una delegazione del Comitato Piùlimbiate, guidata dal candidato sindaco Mario Alfieri, ha incontrato il 4 Aprile il Presidente della Provincia MB, Gigi Ponti.

L’incontro, avvenuto all’insegna della cordialità, è nato dall’esigenza del Comitato di fare il punto sulla situazione dell’area dell’ ex CRAL di Mombello che è abbandonata al progressivo degrado.

Questa preoccupazione è acuita dal fatto che ciò accade nel completo silenzio dell’opinione pubblica e delle forze politiche che nemmeno in campagna elettorale riescono a mettere all’ordine del giorno la questione, la cui soluzione potrebbe aprire notevoli opportunità soprattutto per i giovani che non trovano spazi di aggregazione ad essi dedicati.

Straordinario tutto questo se si pensa che Limbiate si è dotata negli anni di ben cinque centri per anziani e nulla per i giovani.

Per la verità al Comune era stata offerta tre anni fa dalla Provincia la possibilità di ottenere in comodato l’area dell’ex CRAL.

Successivamente però l’offerta è stata lasciata cadere.

E’ un complesso di circa 50 mila mq con un campo di calcio, un teatro, una pista di atletica, campi di bocce, una palestra.

Con Ponti abbiamo voluto esplorare la possibilità di collaborazione per la valorizzazione dell’area del CRAL.

C’è innanzitutto la necessità di far conoscere questo patrimonio ai cittadini e ai giovani soprattutto.

Non crediamo ai grandi progetti che in questo momento sono addirittura impensabili, non possiamo però restare indifferenti al degrado cui va incontro un grande patrimonio come quello dell’ex CRAL.

Il Presidente, cogliendo la disponibilità di collaborazione da noi offerta, ci ha chiesto di elaborare un progetto.

Abbiamo risposto positivamente, perché l’obiettivo principale che ci proponiamo è quello di mettere il recupero dell’area ex CRAL e la sua fruibilità all’ordine del giorno del dibattito e suscitare attenzione nell’opinione pubblica.

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20 febbraio 2015

L’imbarazzo dei profughi

Pubblichiamo una lettera aperta del Consigliere Comunale Mirko Fagone:

 

 

I profughi a Limbiate è questione imbarazzante. Le parole dette dal sindaco in aula durante il Consiglio Comunale sono imbarazzanti.
Rispondendo ad un’interpellanza leghista sulla prossima apertura di un centro accoglienza per i profughi a Mombello non ha saputo risparmiarsi per esprimere tutte le sue preoccupazioni circa “l’invasione di 200/400.000 immigrati” in Italia.

Per venti minuti ho sentito le più banali raccomandazioni riguardo a tutte le più becere problematiche che la questione profughi solleva. La sicurezza. “Mi sono immediatamente messo in contatto con i Carabinieri per assicurarmi che siano monitorati” – “Andrò io stesso a verificare che non succeda nulla” – “Bisogna stare attenti che non combinino nulla” – “Mi auguro che come è stato per i Nigeriani precedentemente ospitati siano di passaggio e non si fermino qui” – “Non vi nascondo che io stesso ho timore per me e la mia famiglia”.
Chiaramente non ha mancato di riportare i timori sul fatto che terroristi dell’IS possano giungere con un viaggio della speranza.
In anni di volontariato con gli immigrati non ho mai sentito tante volgarità così tutte assieme. I nigeriani del progetto ENA ospitati a Limbiate nel 2011 non hanno mai creato una situazione di reale pericolo di ordine pubblico. Sono tutti ragazzi che quotidianamente sbarcano il lunario tentando di lavorare occasionalmente, nel peggiore dei casi li trovate davanti ai centri commerciali del circondario a chiedere elemosina. Sono ancora tutti qui. Belli come il sole. Ma questo il sindaco non può saperlo. La Provincia non glielo ha scritto nel comunicato stampa.
La sicurezza con loro l’hanno garantita gli operatori e le associazioni cui si sono legati, e puntualmente gli unici a necessitare sicurezza sono stati loro. Lost in traslation, si sono ritrovati catapultati in una realtà marziana senza gli strumenti per viverci, e grazie all’accoglienza di Limbiate oggi ci provano, come tanti, ad andare avanti.

Un altro grosso rammarico per il sindaco è non esser riuscito a far in modo che della questione se ne possa occupare una cooperativa limbiatese perché si tratta di 35€ al giorno per ogni profugo.
Ossia la prospettiva più positiva che riesce ad avere il primo cittadino limbiatese sulla questione è quella economica, la possibilità di far girare soldi intorno a questo affare.

Non una parola su come sarà questa accoglienza. Come verranno indirizzati alla realtà i ragazzi in arrivo dai centri di detenzione libici attraverso il mare.

A Limbiate sta per nascere uno dei tanti campi di smistamento, dove esseri umani giunti da un altro mondo (dall’inferno), vengono parcheggiati in attesa di essere smistati nelle diverse destinazioni che la prefettura individuerà. Come merci in un magazzino, in attesa che il corriere venga a caricarli. L’immagine che suggerisce questa condizione fa rabbrividire.

Ma il sindaco teme per la sicurezza della sua famiglia, e si dice disponibile all’accoglienza purché Limbiate centri il meno possibile. Insomma, basta che non ci sporchiamo le mani.

Con un passaggio estremamente superficiale ci ha comunicato che la Provincia ha deciso di fare un centro smistamento profughi a Limbiate e questo lui lo ha appreso dalla stampa. Credeteci è andata così. Il presidente della Provincia decide di impiantare nel nostro comune un “hub” capace di ricevere fino a 50 profughi ogni 20 giorni, non lo fa nel  palazzetto dello sport del comune che governa ( Cesano ) e dove prende i voti, lo fa a Limbiate, e al nostro primo cittadino lo comunica a mezzo stampa. Credeteci, è andata così. Un ordine papale, cui sottometterci come atto di fede. Non destabilizza affatto che qualcuno da fuori disponga del nostro territorio come meglio crede.
Al sindaco di Limbiate preoccupa che gli immigrati ci invadono.

Imbarazzante. La capacità di ragionamento di quest’idea di centro sinistra è davvero contro ogni aspettativa.

Mirko Fagone

9 ottobre 2014

Il PGT rotola verso l’approvazione

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Il PGT rotola verso l’approvazione

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Ieri sera prima seduta del Consiglio comunale.

Stasera si chiude.

Non avevamo dubbi che la questione si sarebbe conclusa così.

Speravamo però in un dibattito più intenso in grado di dimostrare almeno consapevolezza sull’importanza del documento che è in via di approvazione.

Ma il Consiglio comunale era un campo di battaglia dove non si è sparato nemmeno un colpo.

La scena:

la giunta schierata quasi al completo, il sindaco assiso di traverso impietrito sul suo scranno, la segretaria comunale di cui si poteva indovinare a stento la presenza perché fa emergere dal tavolo solo il caschetto dei capelli.

L’opposizione è da molte sedute dimezzata per la mancanza del gruppo di Forza Italia.

L’impressione che davano tutti, era quella di voler chiudere in fretta la vicenda come se si trattasse di una questione di normalissima ordinarietà.

La percezione generale era che pochi conoscessero l’oggetto della votazione e le implicazioni da esso dipendenti.

Lo scarso pubblico era costituito da persone interessate al destino delle loro proprietà.

L’assessore Ferrante con un sorriso che tiene tutto l’ovale della faccia, che non sfigura con la generosità del suo corpo, a stento trattenuto dalla poltrona su cui siede, fiancheggiato dalla responsabile dell’ufficio urbanistica che sulla sua poltrona ha tutto l’agio di rannicchiarsi, ha vita facile.

In quell’immoto campo di battaglia l’assessore trotterella come un bel grosso golden retriever che cerca sempre coccole.

D’altronde il campo è stato tutto predisposto perché la battaglia avesse l’esito voluto da Ferrante:

  • osservazioni da non leggere,
  • citate per numero, raggruppate in modo da stringere la discussione,
  • diretta da Fortunati che non gigioneggia, ma va al sodo.

Il consigliere Mirko Fagone di Sinistra e Partecipazione cui si devono le uniche scintille di riflessioni critiche, tenta di scuotere invano dal torpore.

Segnala che la VAS mette l’accento sull’inquinamento da nitrati delle falde, ma nessuno raccoglie tranne il consigliere Ghezzi che ricorda che l’Amministrazione non sta con le mani in mano poiché ha affidato la questione delle fognature, da cui dipende l’inquinamento, a Brianza Acque.

Come se questo ci potesse tranquillizzare.

Fagone punta il dito sul consumo di suolo.

No risponde Ferrante, noi consumiamo meno degli altri comuni vicini.

Ci deve spiegare l’assessore come può essere che con 300.000 metri cubi di edificazione in più previsti, si possano consumare solo 17.000 metri quadri di suolo.

La spiegazione è tecnica, ma avulsa completamente dalla realtà.

Un sussulto da parte dei consiglieri Fossati e Brunato è quando i consiglieri della Lista civica ideata da Romeo e Picozzi, chiedono di non estendere i confini del Parco delle Groane, includendo l’area dell’ex Ospedale Antonini.

Buona la reazione dei consiglieri di sinistra che difendono la scelta di tutelare l’area includendola nel Parco.

Ma attenzione a quello che ha affermato Ferrante, il quale pur difendendo la scelta rileva che il problema è economico e che non ci sono soldi per la ristrutturazione dell’area.

Sappiamo che quell’area è la più appetita.

Vuoi vedere che le prossime mosse saranno quelle di ristrutturare qualche pezzo di Mombello in cambio di trasformazioni di parte dell’area?

Cose già viste in passato.

La Provincia che è la proprietaria dell’area non ha soldi, ma ha speso 50 milioni per la sua nuova sede a Monza.

Chapeau Ferrante, ma sai che noi sappiamo che il PGT che farai votare è immediatamente da variare come tu stesso hai dichiarato.

24 settembre 2014

Il tour su due ruote dell’assessore Archetti

Filed under: Bilancio, cittadino, Informazione, opere pubbliche, patrimonio — Tag:, , , , , — piulimbiatemenocemento @ 6:00 AM

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Lettera aperta:

Il tour su due ruote dell’assessore Archetti

L’assessore Archetti ha inforcato la bicicletta e, accompagnato dal Comandante della Polizia locale, ha compiuto un tour per la città per rendersi conto dei problemi esistenti. Purtroppo a causa del tempo non favorevole ha dovuto limitare il tour a Pinzano.

Parlando con i cittadini ha appreso di alcune situazioni di facile soluzione, fra cui quello di una buca pericolosa. Celermente la buca è stata tappata e prontamente il tutto è andato sui giornali. Sì perché la riparazione di una buca a Limbiate è una notizia straordinaria.

 Se si riuscisse a portare Archetti a conoscere una “situazione di facile soluzione”, assicurargli la presenza di alcuni cittadini e, naturalmente, la stampa, qualche buca e qualche “situazione di facile soluzione” potrebbe essere risolta.

Ma non c’è un servizio comunale, Ufficio tecnico, Polizia locale ad esempio, che segnali queste situazioni di facile soluzione? C’è proprio bisogno di un assessore che, togliendo tempo al suo lavoro, sia costretto a fare l’ispettore?

Vogliamo aiutare Archetti e come contributo collaborativo gli segnaliamo situazioni di facile soluzione nell’intento anche di fargli risparmiare molte pedalate.

Allora Assessore guardi le foto che pubblichiamo:

Garbogera

Garbogera1

Le prime riguardano il griglione sul Garbogera vicino a Piazza Tobagi. Rami, foglie e rifiuti di ogni genere ricoprono quasi completamente le griglie.

Più volte abbiamo chiesto una manutenzione periodica secondo un programma costante di monitoraggio e di rimozione di tutto ciò che potrebbe costituire un tappo al deflusso dell’acqua.

L’avvicinarsi della stagione piovosa richiederebbe interventi adeguati. Dalle foto sembra, inoltre, che una paratia si stia staccando. Ciò provocherebbe l’immissione di rifiuti e rami nel condotto coperto del torrente con esiti imprevedibili e gravi.

Scuola Mombello

Scuola Mombello1

Le altre due foto segnalano la situazione del parcheggio della nuova scuola di Mombello.

Metà parcheggio è transennato e non utilizzato da almeno cinque anni. Un cartello ormai quasi illeggibile avverte che l’area è sottoposta a “caratterizzazione” cioè a indagine, prelievi e carotaggi per verificare lo stato di inquinamento dovuto a una vecchia cisterna del gasolio.

Il 15 febbraio scorso denunciammo questa situazione, ma dopo otto mesi ancora nulla è successo. Se c’è una situazione di inquinamento, bisogna intervenire. Pensi, assessore, che bel titolo sui giornali:

“dopo un energico intervento dell’assessore Archetti è stato sistemato e riaperto il parcheggio della scuola di Mombello”.

Tobagi

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Le ultime foto mostrano il passaggio pedonale di attraversamento della Via Monte Bianco che immette in Via Monte Generoso. Le strisce pedonali di tale passaggio, molto utilizzato dai ragazzini che frequentano la scuola media, sono quasi completamente scomparse. Mancano i cartelli indicanti lo stato di pericolo per la vicinanza della scuola.

L’assessore per rendersi conto di questa situazione di “facile soluzione” una mattina potrebbe mettersi su quel punto durante l’ora di apertura della scuola e ascoltare gli improperi delle mamme.

19 giugno 2014

Una spianata al posto di un bosco??? Come è possibile???

Filed under: Ambiente, Consiglio Comunale, Gestione risorse, Informazione, Parco Groane, patrimonio, PGT — Tag:, , , — piulimbiatemenocemento @ 6:00 PM

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Dove c’era il bosco di via San Giovanni di Dio, ora c’è una spianata.

Noi ci chiediamo: com’è potuto accadere?

 

Il Consiglio comunale in una recente seduta ha deliberato la richiesta di inserimento nel Parco delle Groane di numerose aree del territorio comunale, fra cui quella dell’ex Ospedale Antonini con l’intento encomiabile di dare ad esse maggiore protezione.

Quasi contemporaneamente su un’area ricompresa tra Via S.Giovanni di Dio, Via Pusterla e Via Bonaparte spariva un bosco.

Era successo che la Provincia di MB, settore Ambiente e Risorse Naturali, aveva accolto la richiesta di “taglio selvicolturale” in deroga alle Norme Forestali Regionali sul bosco catastalmente definito al fine della messa in sicurezza dell’area.

Con lo stesso documento di autorizzazione del taglio si prescriveva la rinnovazione artificiale posticipata con l’inserimento di:

  1. piantine forestali di altezza non inferiore ai 150 cm
  2. con densità di almeno 1300 piante/ettaro (in conformità con il disposto dell’art. 49 delle Norme Forestali Regionali),

imponendo al richiedente l’autorizzazione di trasmettere, prima dell’inizio dei lavori di impianto, l’elenco delle specie che intendeva impiegare e il loro numero per l’approvazione.

 La piantumazione avrebbe dovuto avvenire entro 15 giorni dalla conclusione dei lavori di taglio.

La Provincia, inoltre, prescriveva che il professionista progettista avrebbe dovuto redigere una dichiarazione di regolare esecuzione dei lavori previsti nel progetto.

Il documento della Provincia non autorizzava la rimozione delle ceppaie presenti in bosco.

Infine lo stesso documento, rilevando dalla relazione tecnica, la possibile presenza di strutture edili rimovibili e non all’interno dell’area boscata, imponeva di procedere alla immediata rimozione di ogni struttura, richiamando l’art.43, L.R. 31/8.

Chiediamo

  1.  se la proprietà ha proceduto alla rinnovazione con la messa a dimora di nuove piante in ottemperanza a quanto previsto dalle prescrizioni della Provincia
  2. se è stata redatta la dichiarazione di regolare esecuzione dei lavori
  3. se le ceppaie sono state rimosse
  4. se sono state rimosse le strutture edili che sembrava fossero presenti nell’area boscata.

Ci piacerebbe anche sapere che destinazione sarà data con il PGT a quest’area che catastalmente è definita bosco.

Suggeriamo ai consiglieri di verificare le immagini satellitari e confrontarle con la situazione attuale dei luoghi.

Si accorgeranno che molte aree di quella zona sono state pelate.

BoscoMombello

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