Più Limbiate meno cemento

4 aprile 2019

L’acquisizione di Villa Medolago

Filed under: Ambiente, Comitato, Consiglio Comunale, Medolago, patrimonio — Tag:, , , — piulimbiatemenocemento @ 6:32 AM

Subito dopo la notizia del sequestro della Villa Medolagoe del Parco,a seguito della bancarotta di Verdiglione, abbiamo insistito perché il Comune acquistasse questo complesso di importanza storica e ambientale straordinaria.

Dopo dieci anni di dura contrapposizione con il Comune sembra che alla fine il sindaco si sia convinto ad acquisire la Villa e il Parco annesso.

Ora si apre una nuova partita, forse più difficoltosa, non senza pericoli perché non è sufficiente acquisire al patrimonio pubblico la Villa e il Parco per garantirlo nella sua integrità.

E’ necessario che il Consiglio comunale voti linee di indirizzo molto stringenti indicanti obiettivi precisi:

  1. non apportare alcuna modifica alla destinazione d’uso dell’area verde così come previste dalla normativa vigente,
  2. messa in sicurezza del fabbricato della Villa,
  3. rendere immediatamente fruibile tutta l’area del parco mettendolo in comunicazione con il parco di Villa Mella,
  4. realizzare i percorsi che mettono in comunicazione il Ceresolo con il Centro e la via Cairoli.

Il risultato sarà un sistema straordinario di Parchi collegati tra loro che attraversano tutto il Centro di Limbiate fino a sfociare nel Parco delle Groane

11 ottobre 2017

IL NUOVO PIANO DEL TERRITORIO (Parte seconda)

 

IL NUOVO PIANO DEL TERRITORIO:

LA LIMBIATE DI DOMANI E……QUELLA CHE NOI VORREMMO

Non abbiamo mai creduto che lo sviluppo della città fosse legato alla crescita continua dell’edificazione.

A tale leggenda abbiamo sempre contrapposto l’idea di uno sviluppo equilibrato, rispettoso dell’ambiente e che tenda al risparmio del suolo, ovvero al “ consumo di suolo zero”.

Le nostre proposte alla variante del PGT sono coerenti con questa idea.

Con un gruppo di proposte che pubblichiamo chiediamo:

  1. di non concedere nuove volumetrie edificatorie nella zona collinare ad ovest del torrente Garbogera
  2. di impedire la realizzazione di nuovi grandi centri commerciali

 

 

  1. di eliminare dalle previsioni di piano la cosiddetta “Porta Nord”

che andrebbe ad intaccare l’integrità del Parco Groane senza alcun vantaggio per il      Comune.

  1. Due altre istanze indicano la necessità di realizzare tangenziali per creare alternative al traffico veicolare di attraversamento del centro, sempre più intenso.

 

  1. Con una istanza specifica chiediamo che le aree dell’ex Ospedale Antonini e dell’Istituto Corberi, siano massimamente tutelate per il loro valore ambientale, paesistico e storico.

Per meglio tutelare questo patrimonio riteniamo importante che l’area dell’ex Ospedale sia inclusa nel Parco delle Groane.

  1. Con una istanza chiediamo di rinnovare la deliberazione consiliare che prevedeva l‘ampliamento dei confini del Parco delle Groane, ricomprendendo l’area dell’ex Ospedale Antonini, di Villa Medolago e di Villa Mella oltre ad alcune aree agricole di frangia nella parte Ovest di Limbiate sulla collina del Ceresolo che non sopporta più ulteriore urbanizzazione. 

 

 

Eppure il tema della qualità degli spazi pubblici potrebbe costituire un elemento straordinario di riqualificazione.

Certo sarebbe necessario un apparato tecnico di qualità, fiero della propria reputazione, capace di affermare l’indirizzo estetico dell’amministrazione.

Purtroppo non sempre negli apparati comunali ricorrono tali requisiti.

7. Proprio per questo abbiamo presentato la proposta di istituire la commissione paesaggio e riqualificazione degli spazi pubblici, composta da persone autorevoli di provenienze culturali e professionali diverse che avrà il compito di redigere il piano del colore e che lo stesso diventi piano della qualità degli spazi pubblici, per l’estetica e la difesa del paesaggio.

 

Cliccate sulle immagini per ottenere i PDF

 

Tangenziale di collegamento tra Via XX Settembre e Corso Europa

Sistema tangenziali ovest

Riqualificazione ex Ospedale Antonini

 

 

 

Regolamentazione commissione paesaggio

 

Non concedere incrementi di volumetrie edificatorie a ovest del Torrente Garbogera

 

no a nuovi centri commerciali

ampliamento confini Parco Groane

Non accoglimento progetto riguardante la “Porta nord” presentato in Comune

 

30 settembre 2017

Villa Medolago deve diventare un patrimonio comune!

Filed under: Ambiente, Cairoli, Gestione risorse, Limbiate, Medolago, Parco Groane, patrimonio — Tag:, , , , — piulimbiatemenocemento @ 6:00 PM

 

IL NOSTRO CHIODO FISSO:

Villa Medolago deve diventare un patrimonio comune!

Brutto segno se sindaco si mette ad insultare.

Si sapeva da quasi due anni della confisca della Villa Medolago.

C’era tutto il tempo per prepararsi, cercare risorse, collaborazioni e contributi che, però, possono concretizzarsi solo sulla base di progetti seri.

Ma il sindaco Romeo non ne ha.

Per la ristrutturazione della villa il sindaco in modo sconsiderato parla di decine di milioni.

Secondo le nostre stime, invece, può aggirarsi al massimo intorno a 2.500.000 euro (1250 euro mq), una cifra sopportabile con un piano pluriennale d’investimento.

Per il recupero della villa c’ è tempo 

la vera priorità è il Parco,

che potremmo utilizzare sin dal giorno dopo l’ acquisizione

Come fruibili sarebbero 14 appartamenti, facenti parte del bando, che andrebbero ad incrementare il patrimonio pubblico di abitazioni per famiglie disagiate.

Certo, non è da tutti, ci vuole coraggio e determinazione.

  • Ci fu coraggio quando il Comune di Cesano Maderno decise la ristrutturazione del grande Palazzo Borromeo, completata in 25 anni.
  • Ci fu coraggio quando si decise di acquisire la villa Mella pur sapendo che la sua ristrutturazione sarebbe durata parecchi anni.

Da tempo manca una visione forte dello sviluppo della città!

Noi vogliamo creare un Grande Parco comprendente quello di Villa Bosisio, Villa Mella e Villa Medolago, sino al Parco delle Groane in via Cairoli.

Il parco della villa Medolago è il cuore di questo progetto.

Si tratterebbe di acquisire un Parco straordinario con importanti ville storiche e con un patrimonio di verde difficilmente riscontrabile altrove.

L’acquisizione della villa da parte del Comune farebbe cessare i tentativi di speculazione edilizia, tutt’ora in atto. Il recente incendio qualche dubbio a tal proposito lo ha lasciato.

Bisogna salvare un patrimonio ambientale e paesaggistico che, se distrutto, non ritornerà più, mai più.

La realizzazione del Grande Parco nella nostra visione sarà un valore aggiunto per la nostra comunità.

Chi pensa alla Limbiate del futuro ha il dovere di preservare ciò che di bello già c’è.

Pertanto, vi rivolgiamo un invito, iniziate a pensare seriamente al Parco e alla Villa Medolago.

14 settembre 2017

Villa Medolago all’asta: assente il Comune

Villa Medolago all’asta: assente il Comune

Il Tribunale di Milano il 28 giugno scorso ha fissato la vendita all’asta del complesso immobiliare “Villa Medolago”, comprendente la villa, il parco e diverse altre unità immobiliari. (Pubblichiamo in allegato l’avviso del Tribunale).

Il “primo esperimento”, la prima asta, è fissata per il giorno 20 settembre ’17.

La base d’ asta, che non prevede il ribasso, è di euro 3.000.000. Nei tre mesi successivi sono già fissate le date per le altre aste che si renderanno eventualmente necessarie per mancanza di compratori. La quarta ed ultima è fissata per il giorno 13 dicembre, il prezzo sarà di non meno di euro 1.536.000.

Il Comune arriva a questo importante appuntamento molto male e senza un progetto.

Si sapeva da almeno 15 mesi che la villa era stata confiscata.

Alla notizia della messa all’asta la giunta comunale ha assunto una deliberazione (pubblichiamo in allegato) che è solo fumo negli occhi.

Si riconosce il valore storico e paesaggistico della villa e del parco annesso, ma accampa difficoltà di bilancio per non partecipare all’asta.

Perciò si rivolge ad altri soggetti pubblici, Enti e Fondazioni perché collaborino per rendere fruibili al pubblico tali beni.

Quando sentiamo di difficoltà economiche del comune, ci viene da ridere.

Ricordiamo, infatti, che esso ha crediti per 14 milioni, maturati negli ultimi dieci anni.

La capacità di recupero di tali crediti permetterebbe molti più investimenti di quelli previsti e, inoltre, permetterebbe una spesa, relativamente modesta, per l’acquisto della Villa Medolago e del parco annesso, contando sul fatto che almeno le prime tre udienze andranno deserte.

Inoltre in bilancio sono previste entrate dalla vendita di terreni comunali che permetteranno di incassare diversi milioni di euro. Potremmo indicare molte altre risorse utilizzabili dal Comune.

La deliberazione di giunta comunale, sopra citata, ammette l’importanza della Villa Medolago e del Parco, ma dichiara di non avere risorse e che pertanto è necessario trovare enti interessati al complesso immobiliare.

Ma quali azioni sono state fin qui intraprese, in particolare in Regione dove il sindaco Romeo dovrebbe, si dice, avere una certa influenza?

A noi sembra che si facciano troppe chiacchiere buone per i grulli.

  • Il Parco con i suoi circa 40 mila mq porterebbe a un raddoppio del patrimonio verde, realizzando il congiungimento tra il Parco Bosisio, Villa Mella e il Parco delle Groane, come mostra bene la foto che pubblichiamo.
  • Si arricchirebbe di 2000 mq lo spazio, attualmente molto carente, da destinare a servizi culturali.

Quello che suggeriamo è una politica, che pur facendosi carico delle immediate necessità, rivolga lo sguardo al futuro anche preservando ciò che è bello perché in esso sono scritti i principi di una prospettiva ampia e duratura.

Il complesso messo in vendita comprende anche altre unità immobiliari oltre la Villa, dalle quali sarebbe possibile ricavare circa 12-13 appartamenti che potrebbero aggiungersi a quelli dell’edilizia popolare (così carente a Limbiate) per le famiglie disagiate.

Quindi, l’acquisizione della Villa Medolago sarebbe vantaggiosa per il Comune non solo per il verde e il paesaggio, ma anche per le politiche sociali.

E’ urgente ormai pensare su che cosa rende così attrattivi i Comuni vicini a noi: la ricchezza dei parchi, delle ville, la qualità dell’ambiente e degli spazi pubblici oltre ai buoni servizi.

Certo al costo di acquisto si dovranno aggiungere quelli della ristrutturazione.

Ma anche qui dobbiamo prendere esempio dagli altri: venti, trenta anni sono occorsi per ristrutturare complessi edilizi storici. Il tempo deve essere messo nel conto di una politica che non guarda al consenso immediato, ma allo sviluppo.

Però il Parco, adeguatamente isolato per sicurezza dalla villa, sarà immediatamente fruibile.

Atto di indirizzo del Comune (clicca per il PDF completo)

 

Avviso d’asta del Tribunale (clicca per il PDF completo)

25 gennaio 2017

PGT : figlio di nessuno

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PGT : figlio di nessuno

Il 18 dicembre, dopo 7/8 anni di gestazione e un costo di 400.000 euro, è stato approvato il Piano di Governo del Territorio.

Nessuno,però, vuole assumerne la paternità.

L’assessore Mestrone l’avrebbe votato solo per “responsabilità istituzionale”.

Si dice  sempre così quando si vuole coprire qualcosa.

L’ex sindaco De Luca invece  ha detto che il Piano l’ha fatto lui, ma  non lo voleva così.

De Luca non si smentisce mai.

Mestrone nella stessa seduta di Consiglio ha annunciato che  il primo giorno della prossima primavera darà il via a un nuovo Piano di Governo del Territorio.

Altro mucchio di soldi che saranno sprecati!

Se proprio vogliono trastullarsi con un altro esercizio di pianificazione territoriale  perché il PGT non lo fanno elaborare dagli uffici comunali?

Di architetti il Comune ne dispone fin troppi.

Mestrone ha  cancellato la decisione del precedente Consiglio di allargare i confini del Parco Groane che sarebbero arrivati a comprendere l’area dell’ex Ospedale Antonini e i parchi delle ville Mella e Medolago.

Non ha dato alcuna spiegazione. E’ così e basta.

Sentire l’assessore Mestrone in Consiglio sarebbe uno spasso, se non fosse che sono in gioco interessi cospicui della comunità.

I suoi toni sono di rivincita e novello Brenno tuona “vae victis”.

L’area dell’ex Ospedale Antonini sarà libera dei vincoli del Parco, pronta per molte operazioni.

Era chiaro il motivo di sottoporre l’area Antonini ai vincoli del Parco: era importante introdurre un altro soggetto la cui preoccupazione in ordine all’area stessa fosse solo di carattere paesaggistico e ambientale, non condizionato da alcun interesse economico.

Ora solo il Comune, la Provincia e l’ Azienda Salvini potranno decidere il destino dell’area e sono enti  tutti fortemente interessati a ricavarne risorse finanziarie.

A proposito della Provincia  ricordiamo il “Progetto marketing immobiliare” promosso dalla stessa Provincia, proprietaria di gran parte dell’area, e pubblicato nel Luglio del 2012 che era un chiaro invito agli immobiliaristi a darsi da fare.

Nel mirino ci sono anche le aree agricole strategiche decise  per cercare di limitare il consumo di suolo nella provincia che risulta la più urbanizzata d’Italia.

Il piano dell’area adiacente alla Cava Ferrari sarà sminuzzato in tanti pezzetti, diventando area di pura espansione.

L’assessore ai servizi sociali dice che ha bisogno di 250 alloggi, tanto è il fabbisogno di alloggi per sfrattati e bisognosi, ma l’assessore Mestrone ridurrà  il peso delle politiche di “housing sociale” previste nel Pgt, dando rassicurazioni benissimo accolte dagli immobiliaristi.

E il povero Zamin farà la fine della Franca Basso, riducendosi a elemosinare qualche alloggio ai proprietari di casa.

Saranno forse un migliaio le case invendute o non affittate a Limbiate.

In questo dato si tocca tutto il fallimento delle politiche urbanistiche del Comune, ma soprattutto  l’alto grado di ingiustizia esistente.

15 dicembre 2016

Giù le mani dal Parco Groane!!!

Filed under: Ambiente, Informazione, Parco Groane, PGT, PTCP — Tag:, , , , — piulimbiatemenocemento @ 2:15 PM

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cattura

Roba da non credere

Romeo e Mestrone vogliono azzerare la deliberazione adottata dal Consiglio Comunale nel febbraio 2014 con la quale si intendeva allargare il Parco delle Groane, inserendo, fra l’altro, all’interno dei suoi confini l’area dell’ex Ospedale Antonini di Mombello.

Non tutte le deliberazioni hanno lo stesso peso.

Ci va bene che sia revocata la decisione della “griglia autopulente”, genialata dell’ex assessore Archetti, da costruire in via Casati, un vero e proprio spreco di risorse, perché inutile.

Revocare invece la deliberazione sull’allargamento del Parco esprime tutta la protervia di una amministrazione che punta ad un “regolamento di conti”.

Perché revocare quando tutto l’iter  presso il Parco e la Regione è ormai avviato?

Pensavamo che l’idea del Parco delle Groane fosse ormai consolidata nella cultura politica, almeno quanto lo è nella mente della maggioranza dei cittadini.

Niente di più sbagliato.

Con Romeo sono riemersi tutti coloro che sentono il Parco come un peso e non invece come un grande patrimonio dei cittadini.

L’allargamento dei confini ha avuto origine prima di tutto dalla necessità di difendere l’area dell’Antonini applicando ad essa il sistema dei vincoli di tutela del Parco.

Vuoi vedere che l’obiettivo della revoca della delibera è proprio questo:   avere mano libera sulle aree dell’Antonini?

Romeo invece di trotterellare in giro si fermi, prenda fiato e cominci a  fissare l’attenzione e a studiare le cose importanti.

Dopo sei mesi dalla sua elezione è chiedere troppo?

giulemani

14 aprile 2016

Ferrante, stai alla larga dal Parco delle Groane!

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Secondo Ferrante Limbiate ha standard urbanistici troppo elevati.

E così, da quando è arrivato a Limbiate, ha intrapreso una   personale crociata contro tutte quelle aree sopra le quali non è steso un mantello di mattoni e cemento.

Dovrebbe essere chiaro ormai che è urgente ristabilire l’aurea regola di escludere dagli incarichi di assessore all’urbanistica gli architetti professionisti.

D’altronde il loro apporto culturale non è sempre di rilievo.

Nel settembre dello scorso anno con una dichiarazione alla stampa locale Ferrante fece riferimento al piano riguardante l’area della ex Fornace Aliberti.

La notizia attirò la nostra attenzione e cercammo di saperne di più.

Scoprimmo che l’area interessata dal piano è all’interno dei confini del Parco delle Groane.

E’ di proprietà di una società di Brescia che nel 2003 incaricò un professionista di quella città di redigere un progetto che però non trovò favorevoli né il Parco né i comuni di Limbiate, Cesano e Bovisio sui territori dei quali insiste l’area dell’ex Fornace.

La società nel 2004, dopo il tentativo andato a vuoto, decise di affidare il progetto ad un professionista della zona, individuato   nell’architetto Ferrante, che fino a qualche anno prima era stato vicepresidente del Parco.

Il progetto in sintesi prevede la costruzione di 41 villette e due palazzine per un totale di 40 mila mc.

Negli anni che seguirono furono tentate due riunioni congiunte di Parco e comuni che però non portarono a nessuna conclusione positiva.

Tra il 2012 e il 2013 l’incarico di redazione del piano passò all’architetto Andrea Savio di Milano con il quale Ferrante aveva collaborato in passato per la progettazione, fra l’altro, del colossale piano urbanistico della ex LARES di Paderno Dugnano (90.000 mc.).

Nel 2014 l’architetto Savio presentò un progetto di ristrutturazione sull’area dell’ex Fornace che ottenne nel giugno 2015 dal Parco una risposta contenente l’invito a rivedere il piano affinché esso avesse natura turistica e ricreativa, secondo le regole del Parco.

La nota del Parco, inoltre, molto esplicitamente imponeva che le nuove unità abitative non avessero un uso quale prima casa.

Un mese dopo l’architetto Savio con una lunga relazione illustrativa sostenne di aver ottemperato “sostanzialmente” a quanto richiesto dal Parco.

Non sappiamo dare significato all’espressione “sostanzialmente” e neppure sappiamo quando terminerà la lunga cova del piano che ha impegnato tre architetti.

Sentiamo nell’aria la puzza di un nuovo scempio che comprometterà un altro pezzo di Parco, facendo scomparire la memoria di una importante attività caratteristica delle Groane.

E’ sconfortante assistere a tutto questo.

E i consiglieri comunali che hanno la responsabilità di controllare?

Ad essi, che si avviano a concludere malinconicamente il loro mandato elettorale, dedichiamo queste rime famose:

“Non veder, non sentir m’è gran ventura,

Però non mi destar; deh, parla basso!”

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Mario4

9 ottobre 2014

Il PGT rotola verso l’approvazione

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Il PGT rotola verso l’approvazione

ciomp splot

Ieri sera prima seduta del Consiglio comunale.

Stasera si chiude.

Non avevamo dubbi che la questione si sarebbe conclusa così.

Speravamo però in un dibattito più intenso in grado di dimostrare almeno consapevolezza sull’importanza del documento che è in via di approvazione.

Ma il Consiglio comunale era un campo di battaglia dove non si è sparato nemmeno un colpo.

La scena:

la giunta schierata quasi al completo, il sindaco assiso di traverso impietrito sul suo scranno, la segretaria comunale di cui si poteva indovinare a stento la presenza perché fa emergere dal tavolo solo il caschetto dei capelli.

L’opposizione è da molte sedute dimezzata per la mancanza del gruppo di Forza Italia.

L’impressione che davano tutti, era quella di voler chiudere in fretta la vicenda come se si trattasse di una questione di normalissima ordinarietà.

La percezione generale era che pochi conoscessero l’oggetto della votazione e le implicazioni da esso dipendenti.

Lo scarso pubblico era costituito da persone interessate al destino delle loro proprietà.

L’assessore Ferrante con un sorriso che tiene tutto l’ovale della faccia, che non sfigura con la generosità del suo corpo, a stento trattenuto dalla poltrona su cui siede, fiancheggiato dalla responsabile dell’ufficio urbanistica che sulla sua poltrona ha tutto l’agio di rannicchiarsi, ha vita facile.

In quell’immoto campo di battaglia l’assessore trotterella come un bel grosso golden retriever che cerca sempre coccole.

D’altronde il campo è stato tutto predisposto perché la battaglia avesse l’esito voluto da Ferrante:

  • osservazioni da non leggere,
  • citate per numero, raggruppate in modo da stringere la discussione,
  • diretta da Fortunati che non gigioneggia, ma va al sodo.

Il consigliere Mirko Fagone di Sinistra e Partecipazione cui si devono le uniche scintille di riflessioni critiche, tenta di scuotere invano dal torpore.

Segnala che la VAS mette l’accento sull’inquinamento da nitrati delle falde, ma nessuno raccoglie tranne il consigliere Ghezzi che ricorda che l’Amministrazione non sta con le mani in mano poiché ha affidato la questione delle fognature, da cui dipende l’inquinamento, a Brianza Acque.

Come se questo ci potesse tranquillizzare.

Fagone punta il dito sul consumo di suolo.

No risponde Ferrante, noi consumiamo meno degli altri comuni vicini.

Ci deve spiegare l’assessore come può essere che con 300.000 metri cubi di edificazione in più previsti, si possano consumare solo 17.000 metri quadri di suolo.

La spiegazione è tecnica, ma avulsa completamente dalla realtà.

Un sussulto da parte dei consiglieri Fossati e Brunato è quando i consiglieri della Lista civica ideata da Romeo e Picozzi, chiedono di non estendere i confini del Parco delle Groane, includendo l’area dell’ex Ospedale Antonini.

Buona la reazione dei consiglieri di sinistra che difendono la scelta di tutelare l’area includendola nel Parco.

Ma attenzione a quello che ha affermato Ferrante, il quale pur difendendo la scelta rileva che il problema è economico e che non ci sono soldi per la ristrutturazione dell’area.

Sappiamo che quell’area è la più appetita.

Vuoi vedere che le prossime mosse saranno quelle di ristrutturare qualche pezzo di Mombello in cambio di trasformazioni di parte dell’area?

Cose già viste in passato.

La Provincia che è la proprietaria dell’area non ha soldi, ma ha speso 50 milioni per la sua nuova sede a Monza.

Chapeau Ferrante, ma sai che noi sappiamo che il PGT che farai votare è immediatamente da variare come tu stesso hai dichiarato.

12 maggio 2014

Ancora sull’assessore Ferrante

Filed under: Ambiente, Cairoli, Informazione, Parco Groane, patrimonio — Tag:, , , , , , — piulimbiatemenocemento @ 10:30 AM

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La smetta, assessore Ferrante, l’area di Via Cairoli non è mai stata edificabile!

La Regione respingendo la variante che prevedeva edificabilità sull’area stessa, ha semplicemente ribadito l’originaria destinazione.

Può anche darsi che la proprietà l’abbia acquistata confidando nella sua trasformazione in edificabile, ma aver fiducia che si avveri qualcosa non costituisce certamente un diritto da far valere nei confronti dell’amministrazione pubblica.

Ci conforta apprendere che non tutti nella maggioranza sono d’accordo sul progetto, manifestando apertamente contrarietà.

La partita però è tutta ancora da giocare anche perché il sindaco non si è ancora espresso.

A proposito del sindaco, sarebbe interessante conoscere i termini dell’accordo, mai pubblicamente precisato, che un anno fa convinse la proprietà dell’area a riaprire il parcheggio.

Sono stati presi impegni, quali?

Conosciamo, assessore, la sua abilità di mediatore: sgonfia un po’ qui, lima un po’ là, sposta su, sposta giù e la frittata è scodellata, pronta da far inghiottire ai consiglieri.

Il tutto condito con retorica e molta faccia tosta.

Perchè ci vuole una bella faccia tosta sostenere che il Parco si difende tagliandone un pezzo di 50 mila metri quadrati: altro che fuorviare, questo è traviare.

Del resto è degna del peggior sofista la tesi che “è meglio che facciamo noi certe cose, perché se arrivano gli altri faranno di peggio”.

Chissà perché siamo sempre costretti a scegliere tra il “meno peggio” e il “peggio”, mai il “meglio”.

Il problema, però, è culturale.

Da sempre si valuta un’area solo economicamente per il suo potenziale edificatorio.

Finché gli amministratori non riusciranno a misurarne il valore in termini di naturalità, per il suo valore ambientale, sociale e paesaggistico, tutto tenderà a rovinare.

1 Via Cairoli visone aerea

9 maggio 2014

Aulì Ulè: un’ idea anche per Noi

Filed under: Cairoli, Comitato, Documenti, patrimonio, Progettualità — Tag:, , , , — piulimbiatemenocemento @ 10:30 AM

Di seguito, il testo della lettera che abbiamo inviato al Prof. Scaparro. Lo stesso, ci ha già risposto e si è reso disponibile per un incontro:

 

Buongiorno Professore.

Come già avuto modo di spiegare alla d.ssa Vendramini, a seguito di un contatto telefonico, sono il portavoce del Comitato cittadino Piulimbiatemenocemento.

L’ idea di contattarLa è nata in seguito alla  conoscenza del suo progetto Aulì Ulè e all’ idea di poterlo realizzare nel nostro Comune, in un’ area di elevato pregio naturalistico, che sembrerebbe avere tutti i requisiti in regola:

40.000 mq di area a verde, già Area Parco delle Groane, in prossimità delle scuole e in zona centrale.

Cordiali saluti,

P.S. in allegato le giro alcuni documenti ed una lettera di presentazione

 

Lettera a Scaparro

Qui potete visualizzare il PDF della lettera di presentazione

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