Più Limbiate meno cemento

2 aprile 2015

Profughi a Limbiate – Quinta colonna

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Profughi a Limbiate

Il centro per profughi, previsto a Mombello nei locali abbandonati dalla Provincia, è andato in onda su un programma televisivo lunedì 23 marzo.

Sconcertante la latitanza dell’amministrazione comunale che avrebbe dovuto essere presente per portare razionalità su una questione, quella dell’immigrazione, che eccita gli animi della cittadinanza, spesso condizionata dai media.

I cittadini chiedono rassicurazioni sulle esigenze di sicurezza.

E’ ragionevole dare rilievo alle criticità dovute alla promiscuità esistente tra AVIS, scuole e centro profughi.

Gli ex uffici della Provincia, la ristrutturazione dei quali costò, solo quattro anni fa, circa 800.000 euro, è la scelta più adeguata per un centro immigrati?

Decisioni di tal genere, che provocano forte tensione, non possono essere calate dall’alto senza confronto con il Comune e la cittadinanza se è vero che il sindaco non sapeva niente del progetto.

Perché il presidente della Provincia, Ponti, nonché sindaco di Cesano, che ha offerto la disponibilità degli ex uffici provinciali, non viene a spiegarci in che consisterà effettivamente il centro immigrati e quali implicazioni comporterà?

Noi ci stiamo a discuterne senza pregiudizi e strumentalizzazioni, ma non possiamo accettare diktat dall’alto.

Tutto quello che osserviamo ci orienta a pensare che per lungo tempo il movimento migratorio sarà irreversibile per guerre e povertà nelle aree di provenienza.

Il fenomeno lo potremo affrontare con razionalità solo se avremo sviluppato politiche e strumenti culturali adeguati.

E’ una battaglia culturale che deve essere affrontata senza timore, ma con punti fermi:

rispetto delle leggi della Repubblica e garanzie circa la sicurezza, ma tutto illuminato dalla cultura dei diritti dell’uomo e dalla carità che non fa distinzioni tra gli uomini.

E’ fondamentale attivare processi di conoscenza dell’uno e dell’altro, cioè di conoscenza non soltanto delle culture dei paesi di provenienza degli immigrati, ma anche in senso inverso, cioè degli immigrati verso il nostro mondo.

Essi sono spesso aperti e disponibili allo scambio culturale e alla comunicazione.

Lo stato e la condizione dell’immigrato cambiano nella coscienza delle popolazioni allorché sono coinvolti come interlocutori culturali e non solamente come attori economici.

Dovremmo perciò favorire la partecipazione alla vita educativa, culturale e politica della città.

Seguire questa strada, non è un atto di benevolenza, ma di reciproca utilità.

20 febbraio 2015

L’imbarazzo dei profughi

Pubblichiamo una lettera aperta del Consigliere Comunale Mirko Fagone:

 

 

I profughi a Limbiate è questione imbarazzante. Le parole dette dal sindaco in aula durante il Consiglio Comunale sono imbarazzanti.
Rispondendo ad un’interpellanza leghista sulla prossima apertura di un centro accoglienza per i profughi a Mombello non ha saputo risparmiarsi per esprimere tutte le sue preoccupazioni circa “l’invasione di 200/400.000 immigrati” in Italia.

Per venti minuti ho sentito le più banali raccomandazioni riguardo a tutte le più becere problematiche che la questione profughi solleva. La sicurezza. “Mi sono immediatamente messo in contatto con i Carabinieri per assicurarmi che siano monitorati” – “Andrò io stesso a verificare che non succeda nulla” – “Bisogna stare attenti che non combinino nulla” – “Mi auguro che come è stato per i Nigeriani precedentemente ospitati siano di passaggio e non si fermino qui” – “Non vi nascondo che io stesso ho timore per me e la mia famiglia”.
Chiaramente non ha mancato di riportare i timori sul fatto che terroristi dell’IS possano giungere con un viaggio della speranza.
In anni di volontariato con gli immigrati non ho mai sentito tante volgarità così tutte assieme. I nigeriani del progetto ENA ospitati a Limbiate nel 2011 non hanno mai creato una situazione di reale pericolo di ordine pubblico. Sono tutti ragazzi che quotidianamente sbarcano il lunario tentando di lavorare occasionalmente, nel peggiore dei casi li trovate davanti ai centri commerciali del circondario a chiedere elemosina. Sono ancora tutti qui. Belli come il sole. Ma questo il sindaco non può saperlo. La Provincia non glielo ha scritto nel comunicato stampa.
La sicurezza con loro l’hanno garantita gli operatori e le associazioni cui si sono legati, e puntualmente gli unici a necessitare sicurezza sono stati loro. Lost in traslation, si sono ritrovati catapultati in una realtà marziana senza gli strumenti per viverci, e grazie all’accoglienza di Limbiate oggi ci provano, come tanti, ad andare avanti.

Un altro grosso rammarico per il sindaco è non esser riuscito a far in modo che della questione se ne possa occupare una cooperativa limbiatese perché si tratta di 35€ al giorno per ogni profugo.
Ossia la prospettiva più positiva che riesce ad avere il primo cittadino limbiatese sulla questione è quella economica, la possibilità di far girare soldi intorno a questo affare.

Non una parola su come sarà questa accoglienza. Come verranno indirizzati alla realtà i ragazzi in arrivo dai centri di detenzione libici attraverso il mare.

A Limbiate sta per nascere uno dei tanti campi di smistamento, dove esseri umani giunti da un altro mondo (dall’inferno), vengono parcheggiati in attesa di essere smistati nelle diverse destinazioni che la prefettura individuerà. Come merci in un magazzino, in attesa che il corriere venga a caricarli. L’immagine che suggerisce questa condizione fa rabbrividire.

Ma il sindaco teme per la sicurezza della sua famiglia, e si dice disponibile all’accoglienza purché Limbiate centri il meno possibile. Insomma, basta che non ci sporchiamo le mani.

Con un passaggio estremamente superficiale ci ha comunicato che la Provincia ha deciso di fare un centro smistamento profughi a Limbiate e questo lui lo ha appreso dalla stampa. Credeteci è andata così. Il presidente della Provincia decide di impiantare nel nostro comune un “hub” capace di ricevere fino a 50 profughi ogni 20 giorni, non lo fa nel  palazzetto dello sport del comune che governa ( Cesano ) e dove prende i voti, lo fa a Limbiate, e al nostro primo cittadino lo comunica a mezzo stampa. Credeteci, è andata così. Un ordine papale, cui sottometterci come atto di fede. Non destabilizza affatto che qualcuno da fuori disponga del nostro territorio come meglio crede.
Al sindaco di Limbiate preoccupa che gli immigrati ci invadono.

Imbarazzante. La capacità di ragionamento di quest’idea di centro sinistra è davvero contro ogni aspettativa.

Mirko Fagone

22 dicembre 2013

Il PTCP della Provincia di Monza e Brianza

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Il PTCP della Provincia di Monza e Brianza

Urban Center

Monza

18 Dicembre 2013

Basta allontanarsi pochi chilometri da Limbiate per respirare un’aria politica diversa: chiarezza, concisione e, soprattutto, forte tensione ideale nel precisare i temi di fondo che hanno caratterizzato la redazione del Piano territoriale di coordinamento della Provincia di Monza e Brianza ( PTCP).

Questo è quello che abbiamo colto partecipando all’incontro promosso dalla Provincia, presieduto dal presidente Dario Allevi, aperto alle Associazioni e ai Comuni.

Il PTCP interessa:

  • 55 Comuni  per un’ area complessiva di 405 Kmq circa
  • provincia con un indice di urbanizzazione pari al 54% del territorio (circa 219 Kmq).
  • e un consumo di suolo giornaliero pari a 12 campi da tennis

Molti i Comuni assenti fra cui Limbiate, a parte il consigliere Giulio Fossati presente in rappresentanza del proprio gruppo consiliare.

Difficile in poche righe rendere conto di tutte le sollecitazioni provenienti dai relatori, in particolare da Allevi che ha ricordato che il PTCP è stato approvato    con un solo voto contrario dall’assemblea  provinciale.

Un piano non contro qualcuno, ma per; pensando alle peculiarità del territorio e alle generazioni future. Era necessario intervenire immediatamente e preventivamente.

Il PTCP è stato il frutto di un lavoro paziente basato sulla preoccupazione, comune a tutte le forze politiche componenti il Consiglio Provinciale, che il consumo di territorio in Brianza è arrivato a livelli non più tollerabili. 

Col PTCP sono state vincolate a verde aree pari al 92% dei 186 Kmq, restante 46% non ancora urbanizzato.  

Risultato a dir poco sorprendente. 

Un lavoro che non è stato facile, più di 80 le sedute in preparazione, ma soprattutto perché, se in linea teorica sono tutti d’ accordo quando si tratta  di affermare lo stop al consumo del territorio (soprattutto se in clima di campagna elettorale),  quando poi si toccano gli interessi dei singoli Comuni, scoppia il finimondo.

Il Presidente della Provincia si è appellato ai sindaci a non considerare più il territorio una slot machine sperando di ricavarne risorse finanziarie attraverso gli oneri di urbanizzazione: il territorio è un bene non rinnovabile.

Allevi, ricordando che il 23 Dicembre scadranno i termini per presentare ricorsi, ha puntato il dito contro quelli che ha definito “ricorsi preventivi”, avvertendo i “sindaci arrabbiati” che perderanno qualora intendessero perseguire questa strada.

Ha infine indicato la strada della ristrutturazione, della riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, in particolare delle aree dismesse, come possibilità di lavoro delle numerose aziende del settore dell’edilizia e non solo.

Durante una pausa dei lavori abbiamo avuto la possibilità di esprimere la nostra soddisfazione per l’accoglimento delle osservazioni da noi presentate e per chiedergli un incontro per meglio rappresentare  i problemi che presenta il territorio di Limbiate.

programma

14 novembre 2013

Inceneritore di Pinzano, oggi il dibattimento. Unico assente il Comune di Limbiate.

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Oggi presso il TAR Lombardia di Milano (via Corridoni), c’è stato il dibattimanto sul ricorso proposto dalla società Ecotrattamenti a seguito del diniego posto dalla Provincia alla richiesta di realizzazione dell’inceneritore di Pinzano.

Alle 12.15 davanti alla corte composta dai magistrati Giordano, Gatti, Santise sono comparsi :

  • Ecotrattamenti S.R.L. , rappresentata dall’avv. Musumeci,

  • Regione Lombardia, rappresentata dall’avv. Viviana Fidani,

  • Provincia di Monza e Brianza, rappresentata dall’avv. Elisabetta Baviera,

  • Comitato Più Limbiate meno cemento, rappresentato dall’avv. Claudia Gaudenzi.

Un tris di donne ha fatto fronte alle istanze portate avanti dal fante della società Ecotrattamenti volte a trovare una miglior definizione (impianto di coincenerimento n.d.r.) di quello che fuori dal linguaggio burocratese si definisce inceneritore.

Era inoltre presente il Comune di Senago, che in rappresentanza e a tutela dell’interesse dei propri cittadini ha inviato ad assistere il responsabile dell’ Ufficio Tecnico, l’architetto Maurizio Donadonibus.

Unico assente il Comune di Limbiate che ancora una volta ha mancato di rappresentare la propria cittadinanza .. se non fosse stato per la presenza del comitato più Limbiate meno Cemento (erano in aula il presidente Mauro Varisco e il consigliere comunale Mirko Fagone) ancora una volta Limbiate risultava assente.

Milano, 14 Novembre 2013.

11 settembre 2012

ULTIM’ORA: Si è conclusa la Conferenza dei Servizi

NEWS – FLASH – NEWS – FLASH –NEWS – FLASH –NEWS – FLASH –NEWS – FLASH –NEWS – FLASH –NEWS – FLASH

Si è conclusa da pochi minuti la Conferenza dei Servizi riguardante il gassificatore/inceneritore:

 

La Provincia di Monza e Brianza DICHIARA ARCHIVIATO il procedimento di autorizzazione per il gassificatore/inceneritore.

Ecotrattamenti S.r.l. (De Bellis) minaccia ricorsi alla magistratura.

 

Per il momento 1-0 e palla al centro!

 

(seguiranno i dettagli al più presto)

 

7 settembre 2012

CONSIGLIO COMUNALE APERTO E CORSA A COLORI… IL NOSTRO FINE SETTIMANA

CORSA A COLORI 2012

CONSIGLIO COMUNALE APERTO

O.d.G.

Tram e INCENERITORE

Ma non finisce qui…

Martedì 11 settembre dalle ore 13.15 presidio contro l’inceneritore.

In attesa della Conferenza dei Servizi che si svolgerà dalle ore 14.00

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 Presso gli Uffici della Provincia di Monza e Brianza

a Mombello di Limbiate in Via Napoleone Bonaparte (ang. Via Monte Grappa)

zona Centro Formentano/Capolinea Tram

UN PRESIDIO PER RAFFORZARE IL NO ALL’INCENERITORE

SOSTENUTO DALLE OLTRE 2000 FIRME RACCOLTE!!!